di Loredana Fraleone—-
Cristian Raimo, scrittore e insegnante è stato sospeso per tre mesi dall’insegnamento, con uno stipendio decurtato del 50%, per aver offeso il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, durante un dibattito politico nella festa nazionale di AVS.
Siamo perciò al reato d’opinione, previsto dalla nostra legge, che però non riguarda i giudizi di carattere politico. Su questo è molto chiara la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nell’articolo 11 e la nostra Costituzione che all’articolo 21 recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Netta la distinzione quindi tra giudizio politico e reato d’opinione, che durante il fascismo veniva usato abbondantemente per punire, col carcere, i pestaggi, il confino, gli oppositori al regime, proprio per questo la Costituzione Repubblicana si esprime molto chiaramente in proposito.
In un periodo in cui abbiamo assistito a manifestazioni con braccia tese, inneggi al duce, scritte che evocano fatti del “Ventennio”, questi veri reati d’opinione per apologia del fascismo, come prevede la Costituzione, viene invece punito un insegnante che esprime giudizi politici su un ministro, che non nasconde più di tanto le sue simpatie per un periodo storico considerato criminale dalla Storia oltre che dalla Costituzione.
Ferma restando la solidarietà a Cristian Raimo, ricordiamo che una locuzione latina recita: Unum castigabis, centum emendabis (punisci uno per educarne cento) ed è esattamente ciò che vuole fare questo ministro, che evidentemente teme un mondo difficilmente controllabile, come quello della Scuola. Meno famoso di Raimo un altro collega è stato sospeso recentemente, sempre a Roma, per aver parlato in classe della Palestina.
Intanto studenti e studentesse dell’Archimede si mobilitano convocando un’assemblea, per discutere sulle iniziative da prendere e con l’esposizione di uno striscione con su scritto: “Tre mesi di sospensione per un’opinione”. Bisogna fare in modo che questa mossa di Valditara diventi un boomerang per i metodi e un clima, che mette in discussione la libertà d’insegnamento.
