di Roberto Villani—-
Domenica 10 ottobre, di pomeriggio, a Piazza Sempione, davanti alla sede del Terzo Municipio di Roma, si è tenuta una manifestazione partecipata e sentita, organizzata dai collettivi studenteschi dei licei Archimede-Pacinotti, Orazio, Aristofane, e altri, in solidarietà con il professor Christian Raimo, recentemente colpito da un provvedimento disciplinare che prevede tre mesi di sospensione dall’insegnamento e il blocco dello stipendio, a seguito di critiche pubbliche rivolte al ministro Valditara.
La forte partecipazione in piazza di insegnanti, studenti, cittadini e di numerosi partiti e associazioni presenti (dalla Cgil, all’ANPI, al PRC, a Potere al Popolo, Sinistra Italiana, e organizzazioni studentesche come Senza Tregua e la Rete degli Studenti) dimostra come la politica repressiva del governo stia generando una crescente consapevolezza e compattezza tra chi è indignato dai veri e propri attacchi al diritto di critica, alla libertà di espressione e di pensiero.
Da oltre vent’anni la scuola è bersaglio di politiche aggressive e repressive da parte dei governi di centrodestra e centrosinistra, che hanno ridotto le risorse, aumentato la precarietà e indebolito la democrazia scolastica. Tuttavia, provvedimenti come quello preso contro Christian Raimo evidenziano la debolezza dell’attuale ministro, criticato per misure che penalizzano i precari, tagliano i fondi scolastici, riducono le assunzioni e non rinnovano i contratti. Gli aumenti salariali, insufficienti sia a coprire gli anni di vacanza contrattuale sia a fronteggiare l’inflazione, si sommano ai continui attacchi alla democrazia scolastica e al ruolo degli organi collegiali. Da segnalare anche proposte come quella dell’”italianità” inserita nei programmi di educazione civica o la crociata contro il comunismo nelle scuole, dimenticando che la nostra Costituzione è stata scritta anche dai comunisti, mentre i fascisti stavano dall’altra parte.
È chiaro che la CGIL (il sindacato di Raimo, ma anche dello scrivente) e le altre sigle sindacali, sia confederali che di base, non possono accettare questo provvedimento senza dare una risposta decisa. Impedire ai lavoratori ome Raimo di esprimere una critica alla cattiva gestione del proprio lavoro significherebbe la sostanziale morte del sindacato.
Alla fine del sit-in, gli studenti, animati da un grande spirito combattivo, hanno dato vita a un corteo insieme agli altri partecipanti, occupando le strade del quartiere e giungendo fino alla casa di Valerio Verbano, luogo simbolico della Resistenza nel Terzo Municipio di Roma.
Di fronte alla repressione del dissenso, l’unica soluzione è continuare a lottare: i partecipanti si sono dati appuntamento all’assemblea del 16 novembre contro il Ddl sicurezza alla Sapienza, allo sciopero generale CGIL del 29 novembre, e alla manifestazione del 30 novembre in solidarietà col popolo palestinese e contro la guerra.
