di Germano Di Francesco
La centrale a carbone di TVN da 1980 MWe occupa circa 350 lavoratori direttamente più qualche altro centinaio nell’indotto e cesserà l’esercizio nel 2025: tutti i lavoratori si troveranno senza occupazione ma l’ENEL non ha esplicitato alcuna proposta concreta per la riconversione industriale del sito. La ricaduta occupazionale di una chiusura senza alternative sarebbe devastante e comitati di cittadini, sindacati e forze politiche, principalmente PRC prima ed Unione Popolare poi, sono impegnati per impedire questa nefasta eventualità presentando proposte concrete, alternative e valide sotto gli aspetti occupazionali, industriali ed ambientali e quindi coerenti con una transizione energetica sostenibile e giusta. Ulteriore criticità è che la centrale di TVN occupa un’area enorme, circa 55 ettari, gravemente inquinata nel perimetro urbano.
La nostra posizione: alla chiusura della centrale a carbone il sito può e deve essere riconvertito in un polo finalizzato alla ricerca e produzione di materiali per il settore delle energie rinnovabili in un processo virtuoso che salvaguardi l’occupazione e sia motore di transizione energetica; qualora non ci fosse riconversione si dovrà procedere alla bonifica integrale del sito, garantendo almeno una significativa occupazione di medio periodo, ed alla sua destinazione ad una fruizione pubblica.
