di Giuseppe Carroccia—-
L’Istituto di cultura e lingua russa, erede della storica Italia Urss, che ha da un anno spostato la sede dal centro di Roma al Quadraro, ha organizzato il 20 dicembre presso il Centro Congressi Cavour una iniziativa “Anche la notte più lunga eterna non è” per celebrare l’Ottantesimo anniversario della vittoria sul nazifascismo.
Addà passà a nuttata direbbe Eduardo. Questa nottata che con il sonno della ragione produce gli incubi della russofobia, dell’odio, del razzismo suprematista, della guerra.
Il programma, come tutta l’attività dell’Istituto volto a far conoscere la cultura di questo popolo straordinario e la sua fluente e musicale lingua, ha occupato l’intera giornata dalla mattina al pomeriggio con la proiezione di quattro film e una Conferenza “Democrazia in tempo di guerra” con l’editore Sandro Teti, e gli storici Silvio Marconi e Angelo D’Orsi, introdotti da Leonardo Fredduzzi. Ottima partecipazione di pubblico, con posti in piedi durante la conferenza che si può seguire sul canale youtube.
Il ciclo di film in lingua russa con sottotitoli in italiano, comprendeva oltre il celebre e pluripremiato capolavoro di Andrej Tarkovskij L’Infanzia di Ivan sulla partecipazione di un bambino alle azioni di una banda partigiana, altri tre film più recenti.
Zvezda, La Stella (2002) di Nikolaj Lebedev ambientato nell’estate del 1944 quando l’Armata Rossa si sta avvicinando al confine occidentale dell’Unione Sovietica e racconta la storia di giovani esploratori inviati alle spalle del nemico. E la storia d’amore tra uno di loro e l’operatrice alla radio militare.
Doraga na Berlin, La Strada per Berlino (2015) di Sergej Popov ambientato nell’estate del 1942 racconta la storia che sarebbe potuta uscire dalla penna di Fenoglio di un tenente accusato di codardia che viene scortato allo Stato maggiore da un giovane soldato semplice per essere fucilato dopo però aver attraversato le linee nemiche.
Belyi Tigr, Tigre bianca (2012) di Karen Sachnazarov è tratto dal romanzo di Ilya Boyashov ambientato verso la fine della guerra racconta delle stragi di soldati sovietici fatte da un semi invisibile, enorme carro armato Tiger bianco germanico e della lotta di un carrista e dei suoi compagni che gli si oppongono con il carro specialeT-34 in un’atmosfera sospesa tra storia e favola.
Come sempre l’odio si combatte con l’amore, l’ignoranza con la cultura, la russofobia con la russofilia, cioè la comprensione delle caratteristiche peculiari dei popoli, delle loro lingue, culture, tradizioni.
Vale per tutti i popoli nell’eterna lotta tra oppressione e liberazione.
Insomma è stata una bella giornata.
Sivodnija xarosciaia pagoda.
