di Andromeda—-

In latino la parola “pascha” ha il significato di “passare oltre” e come nelle tradizioni anche precedenti quella cristiana, si riferisce al passaggio stagionale, all’arrivo della primavera, in cui rinasce la natura. Per gli Ebrei il passaggio si riferisce a quello del Mar Rosso, mentre per i cristiani dalla morte alla vita.

Pasqua e primavera sono legate nella rinascita, nel passaggio a nuova vita. Ancora oggi avvengono molte celebrazioni per l’arrivo della primavera, da parte di diversi popoli nel mondo. In quelle più antiche era già in uso lo scambio delle uova, che simboleggiavano la rinascita e la fertilità.

Nella mitologia romana, la dea Venere dell’amore, della fecondità e della natura primaverile era associata alla colomba, che nella Bibbia diviene simbolo della pace, grazie alla scelta di Noè di mandarne una ad esplorare lo stato della terra a seguito del diluvio universale e tornata con un ramoscello di ulivo a testimoniare la fine del diluvio universale.

Nella Pasqua laziale sopravvivono usanze culinarie che si perdono nel tempo, ricordano con il miscuglio di salato e dolce i tradizionali banchetti della Roma antica, anche per le ore in cui si rimane a tavola, con il tipico piatto della coratella di agnello e carciofi, le uova sode, la corallina e i dolci, a partire dalle uova di cioccolata.

La Pasqua, che con modalità diverse attraversa tutte le culture e le religioni dovrebbe rappresentare un momento di riflessione sul valore e la necessità della pace, così calpestati in questo periodo.