di Silvio Marconi—-
Dal 18 marzo e fino al 6 maggio è in corso a Casa Russa di Roma (Piazza Cairoli 6) una Mostra, dal titolo “Un mare di lavanda” di numerosi quadri del pittore russo OLEG PUTNIN, nato nel 1974, che già da bambino iniziò a dipingere e, trasferitosi dal suo Caucaso natìo a Mosca nel 1989, studiò al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti “Surkov” in tale città, diventando rapidamente un artista affermato, le cui opere sono presenti in collezioni private e mostre a Mosca, San Pietroburgo, Parigi, Berlino e Roma. Putnin lavora en plein air e la sua abilità si dimostra nell’uso di riferimenti tecnici, simbolici, estetici che si ritrovano in diverse correnti dell’Arte Europea, il Puntillismo, l’Impressionismo, il Realismo (anche nella sua versione sovietica del “Realismo Socialista”), la “Scuola Romana”, ecc. .
Le opere esposte si riferiscono principalmente alla Crimea in cui vive, ma anche a Roma e ad altre località italiane dove ama fra l’altro approfondire il suo rapporto con le opere dei grandi maestri del Rinascimento; splendide le sue vedute di campi di lavanda, di raccolta dell’uva, le sue interpretazioni di temi patriottici e mistici, con soluzioni pittoriche basate molto su un sapiente uso della luce e degli effetti dei suoi mutamenti circadiani (albe, soleggiamento, tramonti, notte) e di quelli del suo filtrare nel fogliame e riflettersi sui grappoli.
Un’occasione da non perdere per conoscere la produzione di questo artista, entro il 6 maggio, a ingresso gratuito con prenotazione al numero telefonico di Casa Russa: 06 88816333.
Nella mattinata del 28 marzo, la Mostra è stata visitata da un gruppo di compagni: Marco Noccioli (della Presidenza Provinciale ANPI Roma), tre compagni della sezione ANPI Cinecittà-Quadraro “Nido di Vespe” Nicola Porcelli, Romolo Tozzi, Silvio Marconi e il compagno Mario Eustachio De Bellis che hanno potuto incontrare l’artista il quale, con l’ausilio per la traduzione di Elena (della Casa Russa), ha estesamente approfondito le caratteristiche delle sue opere e delle sue scelte espressive. Ha salutato i visitatori anche Darya Pushkova, Direttrice di Casa Russa di Roma.
In segno di omaggio e di ringraziamento, Silvio Marconi ha donato ad Oleg Putnin la riproduzione di un acquerello realizzato nel 1942 da sua madre, Violetta Siria (1928-2016), all’epoca quattordicenne, che a sedici anni di età (col nome di battaglia di “Mammoletta”) fu staffetta partigiana nel Biellese; l’originale è conservato assieme ad altri cimeli di Violetta donati da Silvio nella Casa della Resistenza di sala Biellese.
