di Giuseppe Carroccia—-

Il 14 novembre con l’occasione del finissage della mostra Free free Palestine. Artisti per Gaza, nel suggestivo spazio espositivo ricavato da un angolo della Basilica, è stato presentato il libro di Roberto Gramiccia, curatore anche della mostra, Teoria della Fragilità. Alla Ricerca di un potere nascosto. Diarkos 2025. Prefazione di Vladimiro Giacchè. Immagine di copertina Vincenzo Scolamiero Poi null’altro era rosso.

Sotto il potente e inquietante dipinto di Ennio Calabria, Tutto Bene raffigurante un animale ferocemente ringhiante, nero, la figura graziosa e rassicurante, bionda, di Ginevra Amadio con voce gentile ma ferma ha introdotto la presentazione ringraziando innanzitutto i numerosi artisti presenti.

“Questo libro ha molto a che fare con gli argomenti della mostra. Il rifiuto della guerra, la necessità della liberazione. Sistematizza il concetto di fragilità su cui l’autore riflette da tempo e su cui ha scritto altri 2 libri, su questa parola polisenso che ha molti significati e sfaccettature. La fragilità caratterizza tutti gli esseri umani nei suoi diversi aspetti, non è scontato che si trasformi in forza, ma è una possibilità che va conquistata. Esiste pertanto una fragilità passiva e una attiva.”

Gramiccia, dopo aver ricordato che Ginevra, (un po’ per modestia e un po’ perché scordarella) aveva omesso il suo contributo, è stata preziosa collaboratrice per la realizzazione del libro, non solo perché ha saputo arricchire i temi affrontati con sensibilità femminile, ma anche perché   ha svolto una ricerca indispensabile per realizzare i profili di una trentina di Fragili eroi che costituiscono la seconda parte del libro. Da Pasolini, a Gramsci, da Leopardi a Rosa Luxembourg.

“L’esigenza di scrivere questo libro su un tema che sia come medico, guaritore ferito, sia come critico d’arte, ha sempre attratto la mia riflessione, soprattutto negli ultimi quindici anni, nasce dal bisogno di andare controcorrente rispetto alla tendenza di spezzettare il sapere e quindi muovendomi in modo corsaro tra diversi aspetti sociali, politici, antropologici provare a ricostruire una visione unitaria della condizione umana. Così facendo mi è risultato più chiaro che due aspetti in cui si dividono quelli che ragionano sulla fragilità sono sbagliati. Sia coloro che ne vedono solo l’aspetto negativo sia coloro che ritengono essa sia automaticamente una fonte di forza o di ispirazione creativa”.

 De Ambruogio, giunto un po’ in ritardo per lo sciopero dei trasporti, infine ha segnalato i diversi aspetti che il libro affronta in relazione alla Fragilità. Dialettica, lotta di classe, conflitto, comunismo, fascismo patriarcato, identità di genere, vecchiaia, religione, ambiente, postmoderno, arte e medicina, ironia, amore, desiderio, guerra, e altri.

Perciò la presentazione di questo libro può essere utile per fare un ragionamento complessivo, ma anche per sviscerare aspetti specifici. Nel dibattito che è seguito in questa serata ovviamente ha prevalso l’aspetto della relazione tra fragilità e ispirazione artistica. Ma si può pensare di immaginare altri aspetti arricchendo la proposta dell’autore.

Ad esempio Il nipote del grande regista della romanità Luigi Magni nel suo breve intervento ha voluto ricordare la famosa scena del film Tosca in cui una massa di derelitti, sciancati, sordi, muti ciechi un campionario di fragilità estreme, guidati da una suora va in processione dal papa. A un Monsignore che gli chiede dove stanno andando la Suora risponde” A ringraziare il signore”.

“PURE!!” Risponde il prelato.

Anche quel “pure” come la parola “Fragilità” è polisenso. Diversamente lo intende il prete dalla suora e probabilmente ancora diverso dai derelitti in corteo.

E ancora diverso quello del regista e degli spettatori. Un’ occasione insomma per ragionare su Fragilità e comicità.

Appassioniamoci alla lettura e proviamo a scrivere altri capitoli.