Circolo intercomunale PRC Anagni/zona Nord—-
È di qualche giorno fa la notizia che, ad Anagni, sette persone sono state denunciate per vilipendio e per affissione abusiva di manifesti che ritraevano per metà il volto della premier Meloni e dall’altra la figura martoriata di una bambina palestinese e in basso la scritta “Prima gli israeliani”. Vi sono varie questioni che si porta dietro questa triste vicenda, che è lo specchio (peraltro incrinato dalla visione marcatamente periferica di un paesotto di provincia) del periodo buio in cui viviamo: restrizioni, forzature normative, intimidazioni, liste di proscrizione, campagne basate su menzogne, ecc.
Il primo elemento su cui è necessario soffermarsi è la mancata capacità da parte di chi denuncia di interpretare un’immagine, poiché se si osservano gli elementi dell’opera grafica risulta evidente che non sussistano elementi per una diffamazione. L’opera è il risultato di una performance artistica di Eduardo Castaldo, facilmente reperibile su internet. È frutto di un’azione creativa e ha una valenza evidentemente simbolica, che sfrutta le potenzialità della replicabilità per trovare diffusione e amplificazione.
La seconda questione è legata alla selettività dell’operazione di denuncia, poiché per altri tipi di affissione abusiva non si è intervenuti con la stessa celerità e efficacia. Su questo il nostro partito è pronto ad andare in profondità chiedendo la verifica di atti su situazioni pregresse per capire se non ci siano stati trattamenti differenziati per analoghe circostanze (ad esempio per le affissioni e gli striscioni di Casapound o i manifesti seriali di Acca Larentia che incitano all’odio razziale e inneggiano al fascismo).
Altra questione è la sorprendente efficienza del sistema che – guarda caso – si muove compatto dietro l’imbeccamento di esponenti politici, tanto da fare guadagnare alla notizia la prima pagina dei giornali locali.
In realtà l’operazione racchiude tutta la piccolezza e l’incultura di chi lo ha innescato, incapace di “leggere” il messaggio, di accettarlo come critica politica, certo dura ma in ogni modo legittima, di rispondere all’audace incalzare delle voci di opposizione con motivazioni argomentate (non rigurgitando sconnessamente e impugnando il manganello della delazione).
Appare paradossale lo strapparsi le vesti e scandalizzarsi perché un manifesto che evidenzia scomode connivenze è affisso abusivamente, ma allo stesso tempo accettare senza problemi (fino alla negazione) lo sterminio di migliaia di donne e bambini, sostenere la furia destabilizzante dell’asse israelo-statunitense e – per rimanere sul locale – consegnare il nostro territorio all’industria di guerra (vedi conversione ex-Winchetser-KNDS).
Il nostro circolo è solidale con coloro che sono stati denunciati, ne comprende il gesto e condivide le argomentazioni alla base della sintesi che si esprime attraverso quell’opera e quell’atto; tali azioni hanno il merito di mettere in evidenza e stimolare la riflessione e la critica alle scelte politiche del Governo Meloni che continua a sostenere la linea di condotta sionista, facendo affari con Netanyahu e negando la natura genocida dell’azione israeliana contro i palestinesi.
