di Umberto Spallotta, Circolo PRC Anzio—-
Pubblichiamo qui di seguito la lettera che gli inquilini di Corso Italia hanno inviato al nostro Circolo di Rifondazione comunista di Anzio come ringraziamento del supporto da noi dato per la loro vertenza.
In una città come Anzio, devastata dalla cementificazione, con migliaia di vani vuoti e verde ridotto ai minimi termini, è paradossale che ci siano persone senza casa. Eppure è così, soprattutto quando manca una lungimirante pianificazione del territorio e la benché minima edilizia popolare. Lo hanno potuto constatare sulla loro pelle gli inquilini della palazzina occupata di Corso Italia 36 B, irretiti nel 2002 dalla Giunta De Angelis, che li spinse ad occupare un palazzo abbandonato la cui proprietà si attendeva che fosse venduto al comune di Roma, che stava nel frattempo spostando sul litorale molti suoi cittadini senza casa. La Giunta si impegnò anche a pagare la fornitura elettrica e a lasciare tranquilli gli occupanti. Una gestione totalmente illegale proprio per impedire probabilmente che il bene fosse ceduto, come accaduto per altri stabili, a Roma. Nel frattempo, poche e inefficaci sono state le azioni legali della proprietà per riottenere lo stabile e nulla è stato fatto da parte dell’amministrazione per regolarizzare le posizioni degli occupanti. Molti di questi hanno visto addirittura cancellata illegittimamente la loro domanda di assegnazione di un alloggio popolare. Nel frattempo le 26 famiglie che abitano lo stabile si sono radicate, costruendo la loro vita qui, lavorando e sperando di ottenere prima o poi una fuoriuscita dalla semi-clandestinità. Ma l’immobilismo e il malgoverno delle giunte di destra non hanno dato risposta, fino a che la svolta della Circolare Piantedosi, che criminalizza le occupazioni indipendentemente se siano di alloggi pubblici da assegnare o di stabili privati abbandonati e vuoti, ha permesso di ordinare il sequestro preventivo e il contestuale sgombero dello stabile, da parte del GIP su istanza della proprietà. Ovviamente senza nessuna chiarezza sul destino dei soggetti fragili e senza alcuna considerazione del faticoso percorso intrapreso da queste persone per vivere con dignità. Questa situazione disperata le ha spinte alla lotta, ricercando finalmente una interlocuzione con la proprietà e il comune, ormai di centrosinistra, per recuperare gli anni perduti. Ma qui si sono scontrate con la chiusura iniziale dell’amministrazione che inizialmente non ha voluto dialogare e neanche si è prodigata a cercare dei percorsi di uscita da parte dei servizi sociali , come invece aveva garantito. Decisivo è stato l’intervento di Unione Inquilini che ha dato organizzazione alla lotta, riformulato per tutti le domande di assegnazione di alloggio popolare, e avviato un percorso di valorizzazione di questa comunità in lotta affinché si apra un dialogo con tutta la città oltre che con le istituzioni. Significativo è stato poi il nostro supporto, come riconosciuto dagli inquilini stessi, teso a dare voce a questi cittadini, tentando in tutti i modi di aprire per loro il dialogo con l’amministrazione. Il risultato è stato che di fronte ad un possibile sit in degli inquilini di fronte al consiglio comunale, proprio nel giorno della sacrosanta revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, la Giunta decide di chiedere la sospensione dello sgombero al Prefetto e l’avvio di un tavolo di trattativa, superando le chiusure iniziali. Il centrosinistra è stato costretto a occuparsi seriamente di quelle questioni sociali che pare aver rimosso dalla sua agenda. La lotta continuerà e con essa la speranza di una soluzione positiva.
Noi saremo dalla parte di questi combattenti, stretti tra il malgoverno delle vecchie giunte e l’indifferenza di chi si limita ad amministrare l’esistente.
Care compagne e cari compagni di Rifondazione Comunista,
a nome di tutte le famiglie che da oltre vent’anni abitano questa palazzina, voglio esprimervi un sentito e profondo grazie.
Oggi era un giorno difficile, il giorno annunciato dello sgombero. Un giorno che avrebbe potuto segnare una ferita profonda nelle nostre vite. Eppure, anche oggi, voi eravate con noi. Presenti, solidali, determinati. Con la vostra presenza ci avete fatto sentire meno soli, ci avete dato forza, visibilità, dignità.
Sappiamo bene che senza il supporto di Rifondazione Comunista, e senza la determinazione dell’Unione Inquilini, questo sgombero forse si sarebbe già compiuto, senza che nessuno ascoltasse la nostra voce. Invece qualcosa oggi si è fermato. Forse per un ripensamento, forse per una decisione politica a livello prefettizio. Ma siamo convinti che la vostra presenza abbia avuto un ruolo fondamentale.
Un ringraziamento va anche al portavoce delle famiglie, Pronesti Francesco, che si è impegnato in prima linea per costruire questa alleanza, per far sentire la nostra voce e cercare un fronte comune capace di resistere e proporre soluzioni concrete.
Grazie per essere dalla parte di chi lotta per il diritto all’abitare.
Grazie per difendere non solo dei muri, ma le storie, le famiglie, le persone.
Grazie per esserci stati oggi, e per continuare ad esserci.
Questa battaglia non è finita, ma con voi al nostro fianco siamo più forti.
