di Giuseppe Carroccia—-

L’unico supermercato presente al Centro Commerciale Cinecittà 2 ha chiuso i battenti. I 34 dipendenti verranno ricollocati in altri supermercati del gruppo, ma anche se non ci saranno conseguenze sociali drammatiche come avvenne con la chiusura di Eldo e di altri negozi che videro significative lotte sindacali, alla fine il saldo occupazionale risulterà in passivo.

Inoltre i gestori degli altri punti vendita sono molto preoccupati. Non si sa ancora se il supermercato verrà rilevato da altra azienda, si parla della catena Pewex, ma comunque ci vorrà del tempo. Il supermercato attirava clienti che in una fase di crisi economica e salariale per le classi popolari, garantivano almeno il passaggio nella struttura.

Delle 150 postazioni disponibili ne sono rimaste in attività solo una quarantina. Il fatturato è sceso di un 50%, mentre i costi di affitto rimangono molto alti.

Sono lontani i tempi d’oro del centro commerciale più antico della Capitale, inaugurato nel 1988, una struttura su tre piani, astronautica, in cui avrebbero dovuto realizzarsi anche spazi di socialità e di attività culturali. Di significativo però ci sono state soltanto qualche mostra fotografica, memorabile quella dedicata al fotoreporter de L’Unità.

Durante le estati caldissime del 2003 e 2004 il centro commerciale diventò il rifugio soprattutto di pensionati per sopravvivere alla calura. Per il resto la struttura ha svolto esclusivamente una funzione commerciale. Oggi anche questa è messa in discussione; si teme una possibile chiusura, per una possibile ennesima speculazione. Visto che per ora è rimasta bloccata quella prevista sul Pratone di Torrespaccata che vedeva coinvolta la Cassa depositi e prestiti e gli Studios di Cinecittà.

Paradossalmente in questi giorni si è aperta una polemica per l’apertura di un supermercato interno agli Studios nello spazio precedentemente utilizzato dalla Sartoria utilizzando i fondi del Pnrr che erano vincolati esclusivamente al potenziamento degli studi.

Il Municipio avrebbe necessità di spazi per le attività culturali. Questa potrebbe essere una soluzione per ridare vita alla struttura tra Via Tuscolana e via Togliatti dove dal dopoguerra c’erano i campi della gloriosa squadra di calcio Bettini Quadraro fucina di grandi campioni come De Sisti e Rocca e di tanti giovani calciatori meno dotati come chi scrive.

Non è detto che da una situazione critica non possa uscire una soluzione positiva per il bene comune.