Osservatorio Repressione—-
All’alba di lunedì 12 ottobre, in via Beatrice Cenci, nel cuore del Ghetto ebraico di Roma, è comparsa una nuova opera di Laika. Si intitola « Gli Intoccabili » e raffigura Benjamin Netanyahu accanto a un soldato israeliano, entrambi immersi fino alle ginocchia in una pozza di sangue, sotto una campana di vetro. Non c’è bisogno di spiegarla, il mondo intero sa cosa significa: si può massacrare, devastare, affamare un’intera popolazione, uccidere 22.000 bambini e continuare a godere della protezione politica dei propri alleati, Italia in primis.
Laika sceglie il Ghetto ebraico alla vigilia del voto sul DDL antisemitismo. Il richiamo è anche al film Gli Intoccabili di Brian De Palma, accostando Netanyahu ad Al Capone e alle protezioni politiche di cui godeva il gangster.
Poche ore dopo la sua comparsa, il manifesto è già stato strappato da ignoti. Possono strappare quello che vogliono. L’opera girerà, la condivideremo ovunque e quel sangue prima o poi riempirà la campana.
