di Loredana Fraleone—-
C’è voluto l’appello di molti e molte esponenti del Cinema per portare alla luce l’ennesima operazione commerciale ai danni di un’attività culturale, che per generazioni di Italiani e Italiane ha rappresentato la possibilità di ricevere stimoli, immaginario, conoscenza.
La Regione Lazio infatti sta per varare una legge che prevede, dopo 15 anni di inattività, l’annullamento del vincolo di destinazione d’uso. A farne le spese sarebbero a Roma molte sale cinematografiche, chiuse ininterrottamente da almeno 15 anni, locali che fanno gola a chi vuole trasformarli in supermercati, sale gioco o altro. Ne è conferma il fatto che, in previsione di questo provvedimento, un fondo olandese ha acquistato all’asta nove sale dell’ex circuito Ferrero, per circa 42 milioni.
Carlo Verdone, Marco Bellocchio, Paolo Sorrentino, Pierfrancesco Favino, Paola Cortellesi e altre centinaia di appartenenti al mondo del Cinema e della cultura hanno rivolto un appello al Presidente della Regione Lazio, per salvare le sale.
Dopo tanti anni di abbandono, l’opposizione in Regione e il Comune di Roma si “accorgono” ora del pericolo, in cui luoghi nati per la cultura possono essere degradati a strutture commerciali. Tutto questo in assenza di progetti, che negli anni avrebbero potuto sostenere il Cinema e di conseguenza le sale, come luoghi in cui la produzione cinematografica fosse valorizzata come “altro” dalla visione dei film in televisione. In questo moderno settore culturale è mancata, da parte di “tutte” le amministrazioni regionali e comunali, una visione che non fosse dominata dal profitto immediato.
Il presidente Rocca si è detto pronto al confronto, temendo lo scontro con un mondo che ha visibilità e peso nell’opinione pubblica, serve però un progetto, che non sia soltanto legato alla salvaguardia di stabili in reale pericolo di degrado fisico, ma che rilanci questi luoghi come diffusori di cultura, in cui il film possa essere vissuto nella sua pienezza espressiva, come luoghi pubblici di ritrovo e relazione, esattamente quello che teme chi punta a chiudere tutti in casa, in quella solitudine che passivizza e rende inermi.
ALLORA TUTTI E TUTTE AL CINEMA!!
