di Andromeda—-
L’ambiente ipogeo dell’attuale chiesa della Madonna del Parto di Sutri era un luogo di culto del dio Mitra, del I°-II° secolo. Nel pavimento del Mitreo si trova la fonte battesimale dove venivano iniziati i credenti ai Misteri del Culto. Nel IV° sec. Il Mitreo fu trasformato in chiesa cristiana. La lapide centrale del Taurobolium mitraico, strappata dal suo luogo di origine, è stata rintracciata sul muro di un casale della via Cassia, presso La Botte, frazione di Vetralla.
Il culto del dio Mitra, proviene dalla Persia risale al 2000 a.C. Questo culto si diffuse da lì in India e in Mesopotamia, poi in Asia Minore. Nel I° secolo d.C., arrivò in Occidente grazie agli eserciti romani delle regioni orientali dell’Impero. Nella mitologia persiana, Mitra personificava la luce, nella funzione di intermediario tra gli uomini e la somma divinità celeste. A questa antica divinità si faceva risalire l’origine del cosmo. La sua nascita era celebrata il 25 dicembre (in prossimità del solstizio d’inverno). Secondo il mito, dei pastori avevano assistito al prodigioso evento e lo avevano adorato come dio, offrendogli doni.
Mitra aveva poi catturato e ucciso la prima creatura vivente, il toro. Dal sangue del toro presero origine tutte le forme di vita, che il dio delle tenebre aveva poi tentato di soffocare, ma Mitra lo sconfisse e banchettò con il Sole per suggellare l’alleanza, infine ascese al cielo. Secondo il mitraismo l’anima, allontanandosi dal cielo, si contamina, ma nella vita terrena si può purificare attraverso la conoscenza e il buon comportamento. Mitra forniva quindi una speranza simile a quella dei cristiani, per cui il suo credo divenne concorrente del cristianesimo. Aveva però il limite di escludere le donne, poiché solo gli uomini potevano farne parte, inoltre era una religione misterica, con verità conosciute solo dagli iniziati. Il cristianesimo era invece una religione universale, rivolta a tutti, comprese le donne e senza segreti, per questo finì con l’imporsi, mentre il mitraismo scomparve. A Roma, il culto del dio Mitra ebbe molti seguaci, soprattutto nell’esercito. I seguaci di Mitra si raccoglievano in piccole comunità fraterne, dove non si faceva distinzione di ricchezza o posizione sociale. I fedeli praticavano sacrifici di animali, l’immersione in acque sante, il digiuno, banchetti sacri con offerta di pane e di vino.
