di Rita Scapinelli—-

Il governo Meloni è totalmente allineato ai governi più guerrafondai.

L’Italia è uno dei principali produttori di armi al mondo, uno dei maggiori fornitori di armi ad Israele ed è in prima linea nella corsa agli armamenti. 

La UE, mentre aumenta le spese militari, taglia le risorse a sanità, scuola, welfare, lascia da solo chi è povero, non tutela salari e pensioni, permette a chi detiene grandi risorse di pagare meno tasse. 

La fotografia dell’Istat sui bilanci familiari è impietosa. Il potere di acquisto delle famiglie italiane si è ridotto ancora a fronte di un evidente aumento dei prezzi: alimentari + 507 euro, trasporti pubblici + 490 euro, carburanti +366 euro a nucleo familiare. Una persona su dieci vive ormai sotto la soglia di povertà, i lavoratori dipendenti non riescono ad arrivare alla fine del mese, nessuna famiglia riesce più a risparmiare un euro e il debito pubblico è a 3000 miliardi di euro. 

Ciononostante per il 2024 nel bilancio si prevede di spendere oltre 28 miliardi di euro per le spese militari, con un aumento del 5,5%. Risorse che vengono tolte a servizi essenziali come sanità, istruzione, assistenza agli anziani e ai disabili. Le scelte del governo Meloni sono dettate dalla massima “Se vuoi la pace prepara la guerra” che purtroppo sembra essere la politica di indirizzo dell’UE. 

Ciò costerà ai paesi europei altri 80 miliardi di euro annui, qualora si arrivasse al 2% del Pil  per le spese militari, come richiesto dalla Nato. C’è grande preoccupazione tra la gente che percepisce il tema della guerra come il più drammatico, sia per il timore dell’utilizzo delle armi nucleari, sia perché le guerre provocano un aumento dei costi dei beni e dei servizi di prima necessità. Esiste un’Italia che desidera la Pace, ma che finora non aveva un riferimento politico da sostenere. 

Oggi c’è ed è per questo che è necessario votare alle elezioni dell’8 e 9 giugno la lista “Pace, Terra e Dignità”.