di Roberta Cecili—-
Nonostante l’11 agosto scorso, con un roboante comunicato, Ater Roma avesse informato che la vertenza che riguardava la nuova procedura di vendita, a 17 anni dalla precedente, dei suoi complessi di Via Pincherle e Colli Portuensi, era stata risolta, aprendo alla fase successiva ossia il rinnovo dei contratti di affitto degli inquilini (alla luce delle proposte del loro sindacato ASIA Usb), purtroppo nell’ultima riunione avuta dai rappresentanti dei Comitati Inquilini con la dirigenza Ater la stessa ha dichiarato che “i contratti non si possono rinnovare fino a che il Comune non verserà la quota promessa per bloccare le vendite pari a 3.200 milioni di euro“.
Non si sa se questa affermazione corrisponda a verità perché i Comitati inquilini dei due complessi abitativi non sono riusciti ad avere nessuna informazione certa al riguardo, ma è evidente che questo ritardo fa capire che si è in una fase di stallo rispetto al programma previsto dopo il blocco delle vendite.
Nel frattempo a Via Pincherle non sono stati messi in funzione i termosifoni del civico 169 mentre è comparso un comunicato dell’Amministrazione (si tratta di un condominio misto…Ater e privati!) che informa che i termosifoni non si accendono perché il fornitore “vuole il pagamento anticipato” e il “saldo del dovuto”!
Ad oggi gli inquilini di Pincherle stanno pagando nella bolletta di affitto anche le rate (ben 60) relative alle quote condominiali di anni precedenti che Ater ha contabilizzato in enorme ritardo e questo “malcostume” della proprietà ricade pesantemente su di loro considerando anche che tutti gli appartamenti hanno infissi vecchi di 60 anni ed ormai di legno marcio che, oltre a disperdere il calore, in mancanza di riscaldamento fanno vivere praticamente all’aperto!
Visto da qui è stato messo al corrente di un gravissimo fatto che riguarda Pincherle: il ricovero in ospedale di un’inquilina per una “polmonite dovuta al freddo”! Si teme che sia il primo di una serie, visto che l’età minima di quell’inquilinato è sopra i 70 anni!
Una situazione drammatica che si pensava fosse stata risolta ad agosto ma che era, forse, solo un miraggio estivo. Gli inquilini saranno costretti a tornare in piazza? Questo sembra il loro intendimento per il prossimo futuro se tutti quelli che si sono assunti la responsabilità politica di metterli al sicuro continueranno a fare melina non dando risposte o passandosi la palla in un gioco perverso dove la vita delle persone è davvero, questa volta più che mai, in pericolo.
