di MIchela Becchis—-
Si è svolto venerdì scorso presso il circolo Monti – Esquilino del PRC di Roma il dibattito dal titolo “Un’altra idea di città, in ricordo di Bernardo Rossi Doria”.
Rossi Doria, scomparso a fine marzo, è stato un grande urbanista e fu assessore della giunta Petroselli. In suo nome ci si è dunque confrontati su quella che fu la sua, e di tutta la giunta, idea di Roma e di quello che la città è oggi,
Vittorio Sartogo ha ricordato i due progetti che furono chiamati “Progetto Tevere” e “Progetto Aniene” che raccoglievano un po’ tutta la progettualità urbana di Rossi Doria all’insegna del concetto di “spazio”: una città fatta di spazi lasciati liberi con il libero incunearsi delle aree verdi che partendo dal litorale sarebbero arrivate dentro la città, spazi liberi dal cemento, liberi da infrastrutture costose e inutili, liberi per il confronto pubblico. Una città in cui cittadine e cittadini avrebbero potuto sentire l’intera area urbana come propria. Nessuna faraonica metropolitana, troppo costosa e invasiva, pensata per turisti famelici e svagati e quindi nel centro città buona solo per “ospedalizzare” resti e parti di monumenti, piuttosto linee tramviarie leggere che si sarebbero intersecate e scambiate in superficie con un risparmio economico impressionante ed un rispetto per l’ambiente ora quotidianamente sconfessato dal maquillage fatto da alberelli e cespuglietti privi di sottosuolo radicale per non interferire con gallerie che fanno traballare anche monumenti di grande valore.
Paolo Berdini ha chiaramente mostrato attraverso casi esemplari, attuali, puntualmente esposti, tra i molti gli Ex Mercati Generali, l’Ex Deposito AMA, il Deposito ATAC di Piazza Bainsizza, la non conciliabilità tra i progetti di Rossi Doria con quelli dell’attuale giunta, smontando le false parole tipo “rigenerazione”, “riqualificazione”, che celano solo la svendita della città al migliore offerente e la sua completa finanziarizzazione. Ha ricordato anche la difesa di Rossi Doria e del prosindaco Alberto Benzoni del diritto all’abitare e della legge che tutelava le aree verdi dentro la città che grazie al loro impegno non è stata cancellata ancora oggi.
Le Roy SPQR’Dam attivista, in particolare nei Movimenti per il diritto all’abitare, e architetto ha parlato e mostrato il progetto IUR – Informa Urbis Roma (https://iurmap.org) che porta avanti con la sociologa Chiara Davoli, un lavoro preciso, scientifico, ma descritto con potenza artistica, di mappatura delle occupazioni, delle realtà autogestite, dei luoghi di resistenza di Roma. Le mappe sono aggiornate ogni anno e offrono un preciso quadro della costante aggressione delle giunte che si sono succedute negli ultimi anni alle comunità, ai comitati, ai movimenti e in generale a ogni forma di progettazione urbana e sociale dal basso.
Da ultimo è toccato a Daniela Alessandri, segretaria regionale del PRC, dover riassumere in un quadro politico, anzi di battaglia politica, tutto quello che era stato delineato negli interventi precedenti. Tutti i partecipanti hanno offerto uno sguardo politico chiaro e forte contro la deriva della città, ad Alessandri il compito di ricucire i disastri dell’attuale Progetto Roma, che ancor di più appaiono intollerabili se confrontati con quel progetto di città che animò Rossi Doria e tutta la giunta Petroselli, progetti che non furono mai utopie, ma precise visioni politiche che furono mal tollerate da quelli che sbrigativamente vengono definiti “poteri forti”, che hanno nomi, modelli societari, richieste a cui attualmente la città è stata affidata. Alessandri ha quindi posto l’attenzione, anche sulla base delle molte suggestioni scambiate tra i relatori e tra chi era presente all’incontro, su spunti di lotte, internità ai comitati, progettualità conflittuali, insomma azione politica che possano costruire un fronte di opposizione a chi svende la città e le sue cittadine, i suoi cittadini.
