Federazione PRC Frosinone—-
La Federazione provinciale di Rifondazione Comunista partecipa, come da sempre, al corteo storico del Primo Maggio di Isola del Liri, invitando tutta la cittadinanza a essere presente.Stare in quel corteo significa, simbolicamente e concretamente, stare dalla parte dei diritti: di chi lavora, di chi ancora oggi viene sfruttata e sfruttato, di chi muore sul lavoro, ma anche di chi un lavoro non ce l’ha, lo ha perso, non riesce a trovarlo o ha persino smesso di cercarlo.
Non è un corteo qualunque. A Isola del Liri il Primo Maggio si tiene da oltre 120 anni, dentro una tradizione di lotta che affonda le radici nella storia operaia e industriale della città. Una storia fatta di fabbriche, di cartiere, di conflitti sociali, di conquiste strappate con organizzazione e sacrificio. Una storia che viene dal passato, continua nel presente e guarda al futuro.
Per Rifondazione Comunista il lavoro è il perno della propria azione politica, non solo il Primo Maggio. Il lavoro è dignità, è libertà, è vita.
Questo Primo Maggio arriva mentre il Governo Giorgia Meloni continua a fare propaganda senza dare risposte reali a lavoratrici e lavoratori. I provvedimenti annunciati si confermano sbilanciati a favore delle imprese, mentre manca una misura fondamentale come l’introduzione del salario minimo orario.
Sul decreto del Primo Maggio, i punti critici principali sono:
No al salario minimo, sì al “salario giusto” (solo sulla carta). Un concetto vago e privo di efficacia concreta, che non garantisce aumenti reali in busta paga.
Articolo 7: passo indietro sui diritti. Si stabilisce che la retribuzione “giusta” sia quella definita dai contratti firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, indebolendo il ruolo della magistratura e contrastando con lo spirito dell’Articolo 36 della Costituzione italiana, che garantisce una retribuzione dignitosa e proporzionata.
Limitazione dei ricorsi dei lavoratori: Il decreto punta a ridurre contenziosi e risarcimenti, impedendo nei fatti ai tribunali di intervenire contro salari inadeguati.
Nessuna risposta ai contratti pirata: I criteri per definire la rappresentatività sindacale restano complessi e inefficaci, lasciando spazio a contratti al ribasso.
Finto contrasto al caporalato digitale: Per rider e lavoratori delle piattaforme, la presunzione di subordinazione è formulata in modo debole, peggiorando rispetto alle tutele già riconosciute dalla giurisprudenza.
Siamo di fronte a un intervento che non rafforza i diritti ma rischia di indebolirli, tutelando le imprese e non chi lavora. Per questo il Primo Maggio deve tornare a essere una giornata di lotta e partecipazione, per rimettere al centro salari dignitosi, diritti e giustizia sociale.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare al corteo di Isola del Liri. Essere presenti significa prendere posizione, schierarsi senza ambiguità dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, contro lo sfruttamento, contro le ingiustizie e contro chi le produce. Il Primo Maggio è lotta, è conflitto, è scelta di campo. E noi sappiamo da che parte stare.
Non possiamo infine tacere rispetto al passaggio del Sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini nelle file di Fratelli d’Italia. Si tratta di un atto di trasformismo politico evidente, considerando il suo percorso negli ultimi anni tra Partito Democratico, Azione e infine l’approdo nella destra di governo.
Un passaggio grave, reso ancora più significativo dal silenzio del Partito Democratico, alleato nella giunta e nella maggioranza, che dovrebbe fare chiarezza su dinamiche politiche che nei fatti contribuiscono a rafforzare la destra post-fascista nella provincia di Frosinone. In un momento in cui il popolo antifascista chiede atti concreti per restituire dignità e democrazia al Paese, tali scelte rappresentano un segnale politico che non può essere sottovalutato.
