di Barbara Tamanti—-
La Regione Lazio annuncia l’ apertura di nuovi centri polivalenti per giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico e disabilità complesse, con scadenza la metà di settembre prossimo.
Facciamo notare però che tali centri sono dedicati all’autismo detto ad alto potenziale, dimenticando i tanti ragazzi adulti con autismo più severo, che restano fuori da ogni progetto e che raramente vengono accolti nei pochi centri sociosanitari esistenti nel Lazio, con lunghe liste d’attesa perché insufficienti, rispetto alle necessità.
Vengono anche annunciati nuovi fondi dedicati a progetti “dopo di noi” e case famiglia, ci auguriamo sia tutto realizzabile e verificabile vista l’enorme emergenza in cui versano i comuni in materia di disabilità .
Vi sono poi notizie sul tanto atteso riconoscimento del caregiver familiare.
La regione indica ai distretti socio-sanitari di individuare, attraverso un incontro, le persone che dovranno essere chiamate entro 90 giorni dalla richiesta per accedere a una unità valutativa.
Il riconoscimento del caregiver deriverebbe da una serie di interventi di sostegno alla persona, ottenendo un tesserino col quale può accedere a corsi informativi/ formativi con psicologo e la possibilità di accedere a un operatore domiciliare in caso di assenza prolungata ( vedi ricoveri o similari).
Viene chiesto ad ogni Comune di istituire sportelli dedicati, che nel territorio possano essere riferimento per i caregiver familiari .
Questo rappresenterebbe un importante passo, ma siamo ancora lontani da un vero riconoscimento giuridico e contributivo, che equipari lo status del caregiver a un lavoratore a tutti gli effetti con tanto di possibilità di pensione.
Va tenuto conto che spesso il caregiver deve rinunciare a una autonomia lavorativa, essendo il carico di cura a tempo pieno, cosa che rende impossibile occuparsi di altro .
Ci auguriamo che si possa avanzare ulteriormente sul terreno dei diritti della persona, perché questa è in assoluto la prima legge regionale che riconosce il ruolo di chi si prende cura della persona con disabilità in famiglia.
Prima di questo, con la legge 104, ogni attenzione era sempre ed esclusivamente rivolta alla persona disabile e ai suoi bisogni.
Vigileremo che ogni comune si allinei alla circolare regionale attivando sportelli per i caregiver.
