di Unlike*—-
Poco dopo le 14:30 (del 13.08 – NdR) un boato violentissimo è stato avvertito tra Colleferro e Anagni. Molti residenti raccontano vetri e porte scossi dall’onda sonora. Le prime segnalazioni indicano come origine l’area dello stabilimento KNDS Ammo Italy, l’ex Simmel Difesa.
Al momento in cui scrivo, però, non risultano ancora comunicati pubblici delle autorità che permettano di stabilire natura, cause e conseguenze dell’evento. Non è quindi corretto parlare già di feriti, vittime o incidente industriale accertato. Servono informazioni ufficiali. E servono in fretta.
Una cosa, invece, è documentata: lo stabilimento di Colleferro produce e immagazzina esplosivi e munizionamento ed è classificato come impianto di soglia superiore ai sensi della normativa Seveso. Non una fabbrica qualunque, dunque, ma un luogo nel quale la trasparenza verso la popolazione dovrebbe scattare insieme agli allarmi, non ore dopo.
Il boato arriva mentre la Regione Lazio ha autorizzato ad Anagni il progetto KNDS per la produzione di nitro gelatina e propellenti. Negli atti parlamentari si parla di un ampliamento fino a undici nuovi capannoni. Anagni e Colleferro rischiano così di diventare i due estremi di una sola filiera industriale: da una parte la produzione delle sostanze esplosive, dall’altra il munizionamento. Nel mezzo ci sono strade, lavoratori, case e una valle che porta già addosso le cicatrici dell’industria chimica.
La memoria locale non consente leggerezze. Nel 1938 l’esplosione alla BPD uccise 60 persone e ne ferì circa 1.500. Nel 2007 un altro scoppio alla Simmel causò la morte di un operaio e il ferimento di tredici colleghi.
Chiedere cosa sia accaduto oggi non è allarmismo. Chiedere piani di emergenza, controlli indipendenti, informazioni sui trasporti pericolosi e un confronto pubblico sul progetto di Anagni non significa essere contro i lavoratori. Significa rifiutare che la sicurezza venga trattata come una nota a piè di pagina.
Prima il boato. Poi il silenzio. È proprio quel silenzio, adesso, che le istituzioni devono rompere.
Fonti: Portale Seveso ISPRA, atti della Camera sul progetto di Anagni, Prefettura di Roma, informativa KNDS, Corriere della Sera, incidente del 2007.
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