di Roberta Cecili—-
Sulla base di segnalazioni calunniose il 29 luglio scorso i carabinieri hanno perquisito le abitazioni di alcuni compagni che da anni aderiscono ai movimenti per il diritto all’abitare.
Il capo di accusa è il solito refrain, ossia il presunto business che sarebbe alla base delle occupazioni rispetto al quale i “leader” intascherebbero somme di denaro dagli occupanti.
Nulla di nuovo sotto il sole dunque, ma noi continuiamo a stupirci di come il denaro pubblico venga utilizzato per azioni di polizia di natura ormai esclusivamente “ideologica” alla cui base c’è il nulla, visto che ci si rivolge quasi sempre alle stesse persone che hanno già dimostrato, più e più volte in passato, la loro totale estraneità a pratiche estorsive.
Dunque qual è l’obiettivo vero? Evidentemente quello di rompere un sistema, quello delle occupazioni di case, che continua ad infastidire poiché mantiene aperta la questione di fondo, che riguarda l’emergenza abitativa, alla quale non si vuole rispondere se non in modo approssimativo.
Quale migliore deterrente, allora, se non cercare di buttare una marea di immondizia su persone che da anni hanno fatto del loro attivismo sociale una ragione di vita, senza tirarci fuori altro che disagi di ogni tipo e che, invece, vengono accusati di avere un tornaconto personale?
Chi frequenta i movimenti per il diritto all’abitare sa bene quanto tutto questo “castello” costruito dalla procura sia destinato a crollare immediatamente perché fondato su menzogne. Chi frequenta i movimenti per il diritto all’abitare sa perfettamente di che pasta sono fatti i compagni e le compagne, perché lo ha provato sulla propria pelle. Chi frequenta i movimenti per il diritto all’abitare ha condiviso con le stesse persone inquisite un percorso di rivendicazione di un diritto fondamentale. Chi frequenta i movimenti per il diritto all’abitare conosce, stima ed è solidale con Paolo Di Vetta, Luca Fagiano, Rosa Precoma e con tutte e tutti quell@ che a scapito della loro vita si spendono per la giustizia sociale.
I pretestuosi attacchi alle persone devono essere letti anche come attacchi all’unica forma di lotta sociale autorganizzata che mette in difficoltà la speculazione immobiliare, questo è lo scopo principale, diversamente non si capisce come ci si ostini a credere alle solite ricorrenti illazioni cercando quello che non si può trovare perché non esiste, come sempre e ampiamente dimostrato in passato.
Al grido di TOCCA UNO TOCCA TUTTI il movimentismo di base si è stretto intorno alle compagne e ai compagni coinvolti, non intendendo arretrare di un centimetro nella lotta per il diritto all’abitare.
