di Marco Bizzoni—-
Le notizie pervenute dalla seduta plenaria della Consulta Provinciale degli Studenti di Roma, svoltasi oggi 26 maggio 2026 in via della Vasca Navale, sono gravissime e destano profonda preoccupazione in chiunque difenda i principi elementari di libertà e democrazia.
Esprimiamo la massima solidarietà alle ragazze e ai ragazzi della consulta, aggrediti brutalmente dai neofascisti di Azione Studentesca mentre protestavano per rispetto delle procedure democratiche.
La nuova maggioranza di centrodestra della Consulta, legata ad Azione Studentesca, ha compiuto un vero e proprio “colpo di mano” cancellando nel Consiglio di Presidenza la parola “Antifascismo” dalla Commissione “Antifascismo e Memoria Storica”, mutandola in un generico “Memoria storica e democrazia”, aggirando totalmente il voto sovrano dell’Assemblea Plenaria.
Oggi, di fronte alla legittima e pacifica protesta di massa degli studenti — che hanno occupato simbolicamente l’aula cantando “Bella Ciao” ed esponendo striscioni per rivendicare la democrazia interna — i militanti del ramo studentesco di Fratelli d’Italia hanno risposto con metodi tipicamente squadristi. Spintoni, calci, insulti e un fitto lancio di sedie contro i manifestanti hanno devastato l’assemblea, rendendo necessario persino l’intervento del reparto mobile della Polizia per placare gli animi.
La responsabilità morale e politica di questo clima di violenza e censura ideologica ricade interamente sul Governo Meloni e sul Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. È la loro continua retorica nazionalista e securitaria a sdoganare e legittimare comportamenti di sopraffazione fascista all’interno delle istituzioni scolastiche. Comportamenti sostenuti implicitamente dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) del Lazio che non si è fatto garante della corretta applicazione delle regole democratiche dell’organismo, avallando nei fatti i soprusi della maggioranza di destra.
L’antifascismo non è un concetto astratto né una bandiera di parte da barattare a piacimento: è la base materiale e ideale su cui si fonda la Repubblica nata dalla Resistenza Partigiana. Non si può permettere che le istituzioni scolastiche vengano trasformate in ambienti di formazione per lo squadrismo nero. E’ necessario, oggi più che mai, che le istituzioni, la società civile l’associazionismo, culturale, sindacale, professionale della scuola si schieri apertamente al fianco degli studenti e delle studentesse che non piegano la schiena di fronte a chi vuole progressivamente depotenziare la Repubblica riscrivendone la storia.

