di Andrea Ilari—- 

Martedì 3 febbraio, il Comitato di Quartiere Tuscolano-Villa Fiorelli (CdQ) ha partecipato a un sopralluogo tecnico nel quadrante Via della Stazione Tuscolana – Stazione ferroviaria, come concordato con l’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, insieme a Ferrovie Italiane. L’iniziativa segue le criticità evidenziate dal flashmob del comitato lo scorso dicembre. L’incontro ha permesso di riverificare e approfondire le potenzialità di sviluppo di un’area strategica, che però continua a versare in una situazione di grave degrado dopo il veto della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio al progetto “Campo Urbano”, vincitore nel 2021 del bando internazionale C40 – Reinventing Cities (2019).

L’area in questione, di proprietà di Ferrovie Italiane (Sistemi Urbani), rappresenta da anni un punto centrale delle iniziative del CdQ. Il sopralluogo di martedì è stato quindi un passaggio importante, perché ha riportato con forza all’attenzione istituzionale:

  • il degrado di una zona a 1 km dal Colosseo e a poche centinaia di metri da San Giovanni;
  • la prosecuzione dei rumori notturni legati alle lavorazioni sui binari;
  • la condizione di abbandono della “favelas/baraccopoli” lungo Via della Stazione Tuscolana;
  • la presenza di gravi barriere architettoniche nella Stazione ferroviaria (tema che sarà approfondito in una comunicazione dedicata a breve).

Durante il sopralluogo, il CdQ ha inoltre preso atto delle persistenti difficoltà burocratiche che continuano a ritardare l’abbattimento delle strutture fatiscenti ancora presenti, su cui dice continuerà a vigilare.

Il confronto con l’Assessore Veloccia, il VII Municipio e Ferrovie Italiane prosegue, con l’obiettivo di definire un protocollo d’intesa per attivare usi temporanei nell’area, anticipando la futura riqualificazione prevista dal Piano Regolatore.

Le preoccupazioni dei cittadini sono assolutamente condivisibili e le aree ferroviarie dismesse di proprietà del Gruppo FS Italiane, oggetto del masterplan che si estendono per oltre 45.000 metri quadrati, devono essere riqualificate. Bisogna però vigilare perché la presunta riqualificazione non diventi una mera speculazione edilizia che peggiori ulteriormente viabilità e vivibilità di un quartiere ad alta densità abitativa e inoltre pensare ad una politica abitativa che consenta di avere una sistemazione dignitosa a tutti gli abitanti di questa città.