di Loredana Fraleone—-

Organizzare e realizzare una festa del PRC è una grande fatica, tutta in capo allo spirito volontario dei e delle militanti di un partito che non possiede risorse economiche, ma iscritte/i e qualche simpatizzante pronti a dedicare lavoro gratuito per accogliere persone attirate dalla buona cucina, dibattiti sull’attualità, stand con libri e gadget. E’ anche il caso del circolo di Bassano Romano, in provincia di Viterbo, che da anni organizza una festa, ormai famosa soprattutto per la buona cucina, grazie ad Antonella detta anche la cuoca Rossa. La festa accoglie centinaia di persone, che non temono la bandiera rossa e la falce e martello e le tante insegne e striscioni per la Palestina, l’acqua pubblica, la sanità e la scuola sempre più umiliate da tagli e cattive riforme.

Ogni anno la festa cresce, anche nella partecipazione ai dibattiti, fornendo un prezioso contributo economico, che consente il finanziamento di iniziative politiche e il sostegno della sede del circolo. Ma ciò che è particolare è che da qualche anno alla festa pubblica segue una festa partecipata da coloro che hanno collaborato a realizzarla, a sottolineare il valore sociale di un lavoro faticoso, ma fatto con spirito collettivo, in cui la collaborazione mette insieme esperienze e sensibilità diverse, unite dal pensiero comune che se un altro mondo è possibile, anche un altro modo di vivere le relazioni è possibile, con responsabilità diverse ma senza gerarchie, con la soddisfazione di fare qualcosa che può portare ad altro.

Allora tutto questo va festeggiato, perché anche il lavoro faticoso, se volontario e finalizzato, può essere piacevole. In un momento storico di isolamento delle persone, di egoismi che puntano solo al vantaggio personale, di crescita dell’insicurezza, trovarsi in una comunità coesa dà anche un senso di protezione e di fiducia, in assoluta controtendenza.