di CAIO Comunità per le Autonome Iniziative Organizzate *—-

Quanto riportato oggi da Il Fatto Quotidiano sulla vicenda dell’immobile di Sant’Ambrogio apre interrogativi ancora più gravi su una scelta che abbiamo contestato fin dall’inizio.

Secondo il quotidiano, una delle fondazioni chiamate a contribuire al finanziamento della ristrutturazione dell’edificio sarebbe coinvolta in vicende riconducibili al gioco d’azzardo. Se queste informazioni fossero confermate, si tratterebbe di un fatto estremamente serio, destinato a investire direttamente le responsabilità politiche dell’Assessore Zevi, del Sindaco Gualtieri e dell’intera Giunta capitolina.

La concessione gratuita per cinquant’anni di un immobile pubblico di straordinario valore è stata approvata sulla base di una documentazione che, dagli atti disponibili, appare insufficiente a giustificare una decisione di tale portata. Non risultano infatti adeguate verifiche sulla congruità degli oltre 8 milioni di euro previsti per la ristrutturazione, sulla sostenibilità economica dell’operazione, sull’identità e l’affidabilità dei soggetti finanziatori coinvolti, sul valore effettivo del beneficio concesso e sulle condizioni, anche economiche, con cui il servizio scolastico privato verrà erogato.

Gli elementi emersi confermano quanto fosse necessaria un’istruttoria rigorosa, trasparente e approfondita prima di affidare gratuitamente un bene pubblico per mezzo secolo.

Per questo riteniamo oggi ancora più necessario il ritiro della delibera di concessione, al fine di consentire verifiche puntuali, ristabilire trasparenza amministrativa e aprire un confronto pubblico serio su una decisione che riguarda il patrimonio della città.

Continueremo a chiedere chiarezza, rispetto delle regole e tutela del patrimonio pubblico. Roma merita amministrazioni capaci di esercitare il massimo rigore quando sono in gioco beni che appartengono a tutta la collettività.

* postato su Facebook il 18 giugno 2026