di Maurizio Semplice—-
Rileggere un libro aiuta a rielaborare emozioni, rafforzare la memoria e la comprensione.
Leggere una seconda volta è quindi un’azione più profonda e può aiutare a comprendere davvero l’essenza e il valore di quanto scritto. Nel mio caso, rileggendo “Il Quaderno” di Josè Saramago (premio Nobel per la letteratura nel 1998), una raccolta di note che pubblicava giornalmente (all’età di 87 anni!) sul suo Blog, c’è stata addirittura una sorpresa scrivendo di Gaza (vedi qui di seguito) E la sorpresa era soprattutto nella data del suo articolo: gennaio 2009. Ciò vuol dire che quello che denunciava come abnorme 16 anni fa è continuato indisturbato sotto gli occhi del mondo, con le medesime, o addirittura peggiori, modalità di violenza, fino alla tragedia odierna, derubricata, attraverso un feticcio di pace, a “massacro a bassa intensità” per la gioia delle coscienze occidentali. Per tutti questi motivi credo sia importante essere sempre presenti con il nostro aiuto, il nostro impegno e la nostra testimonianza per non lasciare che venga oscurata, e poi nuovamente dimenticata, la tragedia di questo popolo.
Israele e i suoi derivati di Josè Saramago
“Il processo di violenta estorsione dei diritti fondamentali del popolo palestinese e del suo territorio da parte di Israele è proseguito inarrestabile davanti alla complicità o all’indifferenza della impropriamente detta comunità internazionale. Lo scrittore David Grossman, le cui critiche, sempre comunque caute, al governo del suo paese sono venute crescendo di tono, ha scritto in un articolo che Israele non conosce compassione. Lo sapevamo già…
Con la Torà come fondale, acquista pieno significato quella terribile e indimenticabile immagine di un militare ebreo che rompe a martellate le ossa della mano di un giovane palestinese catturato nella prima Intifada perché lanciava pietre contro i carri armati israeliani.
Niente né nessuno, neppure organizzazioni internazionali che avrebbero questo obbligo, come è il caso dell’ONU, sono riusciti fino a oggi a frenare le azioni più che repressive, criminali, dei successivi governi di Israele e delle sue forze armate contro il popolo palestinese. Visto quel che è successo a Gaza, non sembra che la situazione tenda a migliorare. Al contrario. Di fronte alla eroica resistenza palestinese, i governi israeliani hanno modificato alcune loro strategie, ritenendo che ogni mezzo può e deve essere utilizzato, anche il più crudele, anche il più arbitrario, dagli assassinii selettivi ai bombardamenti indiscriminati, per piegare e umiliare l’ormai leggendario coraggio del popolo palestinese, che ogni giorno aggiunge numeri all’interminabile somma dei suoi morti e ogni giorno li risuscita nella pronta risposta de quelli che sono ancora vivi.”
