di Loredana Fraleone—-
I comitati per l’acqua pubblica la definiscono un’opera inutile e dannosa e quando hanno posto la questione nell’incontro con l’assessore regionale Manuela Rinaldi, oltre ad altre assicurazioni relative alla costituzione dell’unico ATO regionale, hanno ricevuto anche quella che l’opera sarebbe rimasta bloccata per mancanza di fondi.
In questi giorni il progetto ha invece ricevuto il via libera, perché evidentemente sono state trovate le risorse necessarie per realizzarlo, che però non si trovano per il risanamento di una rete idrica colabrodo, che farebbe risparmiare quasi quel 40% di acqua in dispersione durante il suo percorso dalla sorgente alle utenze.
La motivazione principale di un’opera, che costerà più di un miliardo di euro di denaro pubblico, è quella di risolvere il problema della presenza di arsenico in molti comuni della Tuscia, oltre a implementare i consumi dell’area romana.
In realtà nella Tuscia, al netto della dispersione della rete idrica colabrodo, l’acqua sarebbe sufficiente, se vi fossero captazioni in riserve idriche prive di arsenico, che vi sono secondo uno studio del dipartimento di geologia dell’Università della Tuscia. Si punta invece all’aumento della captazione dai fiumi del reatino, già in sofferenza per il pesante sfruttamento attuale, causa già di rilevanti danni ambientali nell’ecosistema interessato.
Perché tanto accanimento a perseguire un’opera che la scienza può agevolmente dimostrare dannosa per l’ambiente e certamente non risolutiva dei tanti problemi della distribuzione dell’acqua nell’alto Lazio? La risposta è sempre la stessa le multinazionali dell’acqua, che nel Lazio portano il nome di Acea, hanno tutto l’interesse a ricavare più profitti possibili da ciò che dovrebbe essere gratuito, piuttosto che provvedere all’ammodernamento di ciò che esiste e richiederebbe “loro” investimenti invece di quelli pubblici, pagati da bollette sempre più esose.
Ovviamente la classe politica che gestisce la Regione, la Capitale e anche quella bipartisan della Provincia di Viterbo mostra tutta la sua subalternità agli interessi privati. Il Presidente Romoli della provincia di Viterbo ha dichiarato che il progetto offrirà un servizio idrico più solido e meno costoso, siamo in attesa del miglioramento della qualità dell’acqua e della riduzione delle bollette!
