Coordinamento No inceneritore Albano e Roma *—-
Conclusa lo scorso 30 agosto la due giorni assembleare e conviviale del 15° discamping. I molti partecipanti sia locali che provenienti dalla metropoli hanno sfidato il caldo torrido consapevoli che la posta in gioco è alta.
L’inceneritore è voluto da Gualtieri: il cantiere procede spedito minacciando la salute e la vivibilità di centinaia di migliaia di persone che vivono e operano nel versante sud di Roma, nei Castelli e nelle adiacenti zone pedemontane.
Negli interventi si è posto l’accento sull’assurdità di una realizzazione che, oltre ad essere anacronistica, diseducativa e altamente inquinante, andrebbe ad aggravare nel raggio di chilometri gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, già di per sé devastanti.
Quattrocentomila tonnellate l’anno di CO2 e oltre tre miliardi di metri cubi di fumi emessi dai due camini a temperature tra 150 e 200°C metterebbero in crisi per decenni anche l’intero microclima delle zone circostanti.
E poi le forzature delle norme a colpi di ordinanze commissariali sia in fase autorizzatoria che nei tre mesi dall’inaugurazione del cantiere. Il fosso demaniale, bene non vendibile, acquistato invece insieme alle particelle nell’atto notarile di acquisto del terreno da parte di AMA. La denuncia querela che il PM Fede ha cercato di cestinare. Le “sviste” della Soprintendenza archeologica mente le ruspe distruggevano preesistenze e strade di epoca romana.
Tutto questo non sarebbe stato agevole senza l’avallo o la complicità di larga parte dei partiti, di sindaci e soprattutto della Regione, cosa ancora più evidente dopo la pubblicazione del nuovo Piano Rifiuti 2026-2031, in cui entra di diritto l’inceneritore da 600 mila tonnellate e i due mega digestori anaerobici di Cesano e Casal Selce, assi portanti del Piano Rifiuti di Roma.
Né lo sarebbe senza il contributo della giustizia amministrativa (TAR e CdS) che finora ha bocciato sistematicamente ricorsi e richieste di sospensiva dei comitati.
La due giorni è stata anche una preziosa occasione per riflessioni sull’incisività delle iniziative di contrasto all’inceneritore messe finora in campo e su quelle programmate e da programmare.
Sono al momento in programma l’incontro del 7 settembre presso la Direzione Regionale Ambiente e Ciclo dei Rifiuti in cui attendiamo dalla dirigente D’Ercole risposte sulla messa in sicurezza e bonifica della discarica di Roncigliano e sull’esito del procedimento per il riconoscimento dell’area “ad elevato rischio di crisi ambientale” intorno alla discarica.
Torneremo poi a manifestare nel cuore dei Castelli con il corteo del 26 settembre ad Albano.
*postato su Fb il 31 agosto 2026
