Comitato Contro ogni Autonomia Differenziata—-
In diverse dichiarazioni il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha affermato che – una volta approvato il ddl Calderoli (AS 1623), attualmente in discussione in I Commissione al Senato– anche il Lazio potrebbe chiedere autonomia differenziata su alcune materie. E’ per questo che una delegazione di rappresentanti del comitato regionale Per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata e del Tavolo NOAD (di cui fanno parte associazioni, sindacati, partiti politici, movimenti studenteschi) si recherà, nel pomeriggio del 19 dicembre, a consegnare presso il palazzo della Pisana – dove si discute il Bilancio – ai consiglieri di opposizione circa 4.500 firme. Si tratta di firme raccolte nel corso dell’estate per sostenere una petizione che, a nome di cittadine e cittadini laziali, chiede al Consiglio di impegnarsi – con apposito Atto di indirizzo – a non intraprendere alcun percorso diretto ad ottenere “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia legislativa”, ai sensi dell’art. 116 c. 3 Cost. La petizione con le firme sarà inviata formalmente via PEC al Presidente del Consiglio e per conoscenza al Presidente della Regione. Le firme sono state raccolte in massima parte attraverso banchetti, nelle piazze, dando modo di apprezzare quanto la cittadinanza sia contraria all’autonomia differenziata. L’iniziativa si colloca nell’ambito di una serie di manifestazioni che i Comitati e il Tavolo hanno organizzato sotto i palazzi di molte Regioni italiane, per esprimere il proprio dissenso sulla accelerazione che il governo sta imprimendo all’autonomia differenziata.
La stipula di pre-intese su alcune materie “Non Lep”: Protezione Civile, Professioni (albi professionali, esami, compensi), Previdenza complementare e integrativa, Coordinamento della finanza pubblica in materia sanitaria (la cui devoluzione farà sì che i presidenti delle 4 regioni possano disporre a loro piacimento complessivamente di 50 MLD); il percorso del ddl Calderoli (oggi in discussione in I commissione del Senato come AS 1623) sulla determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni; gli articoli della legge di Bilancio 123-128 – che determina i LEP relativi alle prestazioni nel settore sanitario, all’assistenza nel settore sociale, all’assistenza all’autonomia e alla comunicazione personale per gli alunni e gli studenti con disabilità, all’istruzione, rappresentano – sia nel metodo che nel merito – una grave violazione della sentenza 192/24 pronunciata dalla Corte Costituzionale il 3 dicembre 2024. In quella sentenza, infatti, si escludeva la possibilità di devoluzione di intere materie alle regioni; si prescriveva il passaggio alla potestà legislativa regionale solo in caso di comprovato vantaggio e di migliore gestione da parte della regione; si evidenziava l’inconsistenza della divisione tra materie LEP e non LEP; si auspicava il coinvolgimento del Parlamento, perché i LEP non sono una materia tecnica, ma eminentemente politica, che riguarda i diritti sociali e civili di cittadine/i: nella determinazione dei LEP centrale deve essere pertanto il ruolo del Parlamento. Ciò è contraddetto dal ddl AS 1623, che affida al Governo, attraverso la legge-delega, e ai suoi organismi tecnici il compito di definire i LEP, riservando al Parlamento la sola funzione di esprimere pareri.
Di tutto questo il Governo non ha tenuto conto. Denunciamo l’illegittimità di un percorso che a grandi passi ci avvicina alla “secessione dei ricchi” e alla cancellazione di fatto dei diritti fondamentali che potranno essere fruiti in maniera diversa, sulla base del certificato di residenza. Così chi abita in territori svantaggiati sarà per legge una/un cittadina/o di serie B: gli articoli 3 e 5 della Costituzione, che dettano le norme sull’uguaglianza e sull’unità della Repubblica, sono di fatto aboliti.
Chiediamo che la Regione Lazio non proceda all’attivazione della legge Calderoli 86/2024, non aderendo all’iter per giungere a una qualsiasi forma di autonomie differenziata.
Chiediamo che la Regione Lazio sollevi in via diretta la questione di legittimità costituzionale per le discriminazioni che la legge di bilancio 2016 (artt.123-138), la legge delega sui LEP e le eventuali intese produrrebbero a danno delle cittadine/i della nostra Regione Lazio. Tali istanze saranno trasmesse al Consiglio regionale attraverso un documento, che verrà consegnato – insieme alle firme – ai consiglieri di opposizione, contenente anche una richiesta di incontro diretta al presidente della Regione Lazio.
