di Maurizio Messina—- 

Mentre continuano i lavori della Metro C per l’inutile fermata di piazza Venezia, consumando 700 milioni di euro di noi cittadini (chissà se bastano), procedono invece lentamente quelli delle nuove linee di tram, molto più economiche ed efficaci.

Ma si sa, l’importante al giorno d’oggi è l’apparenza e quindi anche se la stazione, che vedremo fra dieci anni (speriamo solo dieci), è inutile perché dal Colosseo c’è un servizio di autobus che funziona (trattandosi di centro storico e non di periferia) e la distanza è di poche centinaia di metri, il Comune ha preferito continuare a spremere soldi dei cittadini perché deve comunicare ai quattro venti che lì ci sarà la stazione-museo più bella al mondo.

Ma è questo che serve ai romani e non?

 Vediamo i numeri, allora.

 Si fa un gran parlare in questi giorni del proseguimento della Metro C  Venezia-Clodio/Mazzini (Tratta T2), dal costo stimato (e venduto alla stampa) di 2 miliardi di euro. 2 MILIARDI di euro e fino a Farnesina (Tratta T1). Ma tutti i signori che si sbracciano con interviste e comunicati sfugge il piccolo dettaglio che la linea C offre un servizio penoso, frequenze inaccettabili per una metropolitana, in concorrenza al ribasso con la Roma Lido e con la Roma Civitacastellana Viterbo.

 Ma poi ci sono anche gli annunci sul prolungamento delle altre linee oltre il raccordo anulare. Diciamo subito che bloccare il traffico dei pendolari che vengono a lavorare tutti i giorni a Roma con le loro auto, offrendo loro la possibilità di entrare in città con un trasporto pubblico efficiente, è una cosa  corretta, che come PRC abbiamo detto e scritto da decenni. Ed anche collegare i quartieri periferici al sistema ferroviario è una cosa giusta. Va fatta. Però non bisogna mettere in secondo piano i costi ed i tempi necessari.

I progetti ovviamente non esistono ancora, se non come linee generali e generiche, ma sappiamo molto bene che scavare sotto terra a Roma è un bel problema. E allora la prima cosa che andrebbe fatta è la chiusura dell’anello ferroviario, attesa da decenni, che consentirebbe uno spostamento di una gran massa di persone da una parte all’altra di Roma utilizzando i treni FS. Oggi l’anello è ancora monco ed i finanziamenti previsti per l’ultimo tratto sono stati spostati in avanti nel tempo. Cosa pessima.

E poi perché non si pensa ai prolungamenti delle linee A  (da Battistini a Torrevecchia) e B  (da Rebibbia a Setteville) anche in superficie, ove possibile?

E perchè non si è mai pensato ad una metropolitana di superficie per collegare la zona Eur con Pomezia, Aprilia e magari fino a Latina, invece di finanziare l’autostrada che dovrebbe sostituire la Pontina e convogliare altre auto a Roma?

Ma siccome siamo in campagna elettorale da tempo, gli annunci arrivano a raffica e si parla anche di linea Metro D da Talenti all’Eur, dal costo stimato di 10 MILIARDI di euro.

E l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma Patanè afferma in un’intervista che serviranno 25 MILIARDI per le linee nuove e i prolungamenti!!!  E non parliamo dei tempi di costruzione!

E i soldi da dove devono uscire? Per lo più dal governo, ma riteniamo abbastanza difficile che questi sogni diventino realtà.

Non si capisce perchè non si sceglie di realizzare tramvie: la TVA (Termini Vaticano Aurelio) potrebbe rendere inutile la tratta T2 della metro C  e il costo sarebbe 1/10. Per la tramvia Togliatti, lunga 8 km il costo previsto è di 184 milioni, incluso l’acquisto dei mezzi.

E allora?

Ma siccome siamo in campagna elettorale bisogna sparare sogni all’opinione pubblica, così da renderla consensuale. Poi se non si realizzano, pazienza.

 E’ l’ora che i romani, e non solo, aprano gli occhi e si rendano conto di come stanno le cose e si battano per ottenere un servizio pubblico efficace. Da subito.

Le chiacchiere le lasciamo agli altri.