di Stefano Pitaccio—- 

L’assemblea che si è svolta giovedì 20 nella sala rossa del settimo municipio, convocata dallo SPI CGIL, si inserisce nel percorso preparatorio dello sciopero generale del 12 dicembre indetto dalla CGIL.

La presentazione delle novità della manovra di bilancio del 2026 evidenziano un ulteriore attacco alla categoria dei pensionati a partire dall’età pensionabile che nel 2027, per la pensione di vecchiaia, dovrebbe salire a 67 anni e 5 mesi, la previsione di un aumento aggiuntivo del 1,3% per le pensioni basse e l’incremento di 20 euro mensili che non sarebbero neanche sufficienti alla copertura dell’inflazione, l’azzeramento dei fondi per per l’autosufficienza unito al depotenziamento della strutture sanitarie di prossimità lasciano presagire un aggravamento ulteriore della condizioni dei pensionati.

Gli interventi venuti dalla platea infatti si sono contraddistinti per la richiesta di una maggiore radicalità nel contrasto a questa manovra finanziaria e tutti hanno ricordato che questi aggravamenti si sommano alle condizioni storiche dei lavoratori e dei pensionati che vedono pesare sulle proprie spalle oltre l’ottanta per cento del carico fiscale. 

La riuscita dello sciopero e della manifestazione nazionale rappresentano quindi solo un punto di partenza per una mobilitazione che sia necessaria a respingere i provvedimenti preannunciati dal governo. 

La campagna informativa nelle strade e davanti ai presidi sanitari continuerà in questi giorni che ci separano dalla scadenza del 12 dicembre.