di Giuseppe Carroccia—-

Dopo due anni in cui la comunità palestinese e una minoranza militante di sindacati di base, di associazioni e partiti della sinistra di alternativa ha saputo informare e mobilitare contro il genocidio, con centinaia di cortei, presidi, iniziative di tutti i tipi, anche in spiaggia, con una azione continua e capillare come in nessuna altra parte del mondo, finalmente anche in Italia si sono svolte manifestazioni oceaniche come non si vedevano da decenni. Tutte le principali città italiane hanno visto sfilare decine di migliaia di manifestanti. Il giorno dei due scioperi generali complessivamente due milioni. Lo Sciopero Generale è diventato di nuovo, grazie al “blocchiamo tutto” dei portuali di Genova in difesa dell’eroica azione della Flotilla, uno strumento fondamentale per fare politica, per cambiare la storia. Scioperare diventerà indispensabile per fermare la guerra, il riarmo, i bassi salari, le privatizzazioni e i tagli allo stato sociale. La strada dell’autunno calda è tracciata. Roma è stata protagonista di questa nuova fase con 4 giornate memorabili che hanno colorato di rosso le famose ottobrate romane.

Mercoledì 1 ottobre ore 21

 Arrivano le prime notizie dalle acque di Gaza, la Flotilla è stata abbordata. Inizia il tam tam tra le organizzazioni, i servizi d’ordine, le chat dei militanti e alle 22 piazza Barberini comincia a riempirsi di manifestanti. Alle 22.30 è già piena, mentre dalla metro continuano a uscire manifestanti. Alle 23 il servizio d’ordine usb si fronteggia con la polizia e infine alle 23.30 parte il corteo che arriva a pochi metri da palazzo Chigi e riempie piazza San Silvestro. Continuano ad arrivare giovani, parte un nuovo corteo che ri-attraversa  il centro, si infila nel traforo del Tritone e si dirige verso piazza Gaza alla stazione Termini. Molti continuano ad arrivare. Verso l’una una centinaio di giovani attraversa via 20 settembre gridando slogan. I 5 poliziotti di guardia al ministero sbiancano, ma i giovani passano che neanche ce lo sanno che li c’è il ministero. Alle 2 continua ad arrivare gente a Piazza 500.

Giovedì 2 ottobre ore 18

Appuntamento preparato con più tempo. Corteo classico dal Colosseo a Porta San Paolo. Fittissimo parte quasi subito. Sfilano tutte le organizzazioni. Ci sono l’Anpi e la Cgil che confluiscono dalla discesa del Celio. Alla Piramide sullo schermo del camion testimonianze dalla Flotilla. Anche oggi gli automobilisti solidarizzano. Stasera Roma è bella sotto ogni punto di vista. Ma tutti hanno la testa al giorno dopo.

Venerdì 3 ottobre ore 9

Sciopero generale. Il secondo in una settimana. Stavolta con i sindacati di base c’è anche la Cgil. Dalle stazioni arrivano le notizie sulle prime soppressioni di treni. La metro funziona a singhiozzo e alcune fermate vengono soppresse. Dalle 9 sono partiti 6 cortei per raggiungere piazza 500. Alle 11 la piazza è strapiena e il corteo con in testa i palestinesi si muove verso via nomentana. Seguono i sindacati di base, le scuole, Osa Cambiare rotta Pap Rifondazione comunista.  A Porta Pia, davanti alla sede del ministero dei trasporti, slogan contro Salvini il ministro delle precettazioni, can che  abbaia non morde, infatti non ha avuto il coraggio stavolta. A piazza 500 la coda è ancora ferma. Da Piazza Vittorio è arrivato il corteo della Cgil anche questo strapieno di giovani, con le categorie Flc, Fiom, Flai, Funzione Pubblica. persino la Filt. La città è completamente bloccata: lo sciopero è generale perché generalizzato. E’ politico perchè contro la guerra e il genocidio ci vuole la politica. E’ pieno di giovani e giovanissimi perché è in ballo il futuro dell’umanità. E’ pieno di bambini, genitori maestre perché l’unico modo per spiegare a un bambino quello che succede a Gaza è fargli vedere che l’umanità è un’altra cosa, portandolo in corteo. Salutano i bambini dalla finestra di un asilo e una vecchia suora addirittura fa il pugno. Una nostalgica di Bergoglio? Come il 22 si blocca la tangenziale tra i saluti degli automobilisti e Fischia il vento in mezzo ai fumogeni fino allo svincolo per la Roma l’Aquila, poi si attraversa Casal bertone e si finisce a Porta maggiore.

Sabato 4 ottobre ore 14,30

Un fiume di bandiere rosse. Un corteo enorme. Due terzi sono romani che hanno intasato strade, metro treni. Il popolo romano ha oggi sostanzialmente riconosciuto lo Stato palestinese. Che aspetta il Consiglio comunale a farlo formalmente? Come hanno fatto centinaia di città in tutto il mondo. Roma la città storicamente più importante manderebbe un messaggio importante di speranza e di pace in questo momento difficile. Ogni giorno di ritardo aumenta la vergogna per questa giunta di complici e pavidi. Nullità politiche.