di Loredana Fraleone—-

Al circolo ARCI “Cosmonauta” di Viterbo, Camilla Ancona responsabile scuola della Federazione PRC di Viterbo, Roberta Leoni portavoce dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Mario Sanguinetti dell’Osservatorio hanno illustrato, con esempi e immagini prese dal vivo, l’ingerenza sempre più massiccia delle forze armate nei confronti di tutti i settori che si occupano di istruzione.

L’Osservatorio nasce nel 2023 da convegni organizzati dal CESP (Centro studi per la Scuola Pubblica), per denunciare l’aumento della spesa militare, a scapito tra l’altro proprio di quella per l’istruzione, come per la sanità, i servizi, le retribuzioni, nonché della crescente attività di militarizzazione, che investe ormai il sistema di istruzione dalle scuole per l’infanzia alle università. Non sfugge quanto la preparazione alla guerra, che dovrebbe essere “ripudiata” dall’Italia in base all’articolo 11 della nostra Costituzione, passi non solo attraverso l’incremento della spesa militare, decisa in Europa e di conseguenza in Italia, ma anche per radicare nella testa del popolo italiano, fin dalla più tenera età, l’esigenza di difendersi da improbabili aggressori, l’idea della Patria intesa come dea tutelare, il fascino della divisa e delle armi.

Proprio le armi, durante le innumerevoli visite fatte fare da bambini/e e ragazzi/e in centri militari, compaiono in tante foto raccolte dall’Osservatorio, inviate da centinaia di segnalazioni da parte di insegnanti e genitori, che mostrano bimbi piccolissimi intenti a sorreggere, con evidente sforzo, armi e persino dei bazooka più grandi di loro.

L’Osservatorio, oltre che da insegnanti, è composto da associazioni, organizzazioni sindacali, da singole persone, che individuano nell’azione sempre più pressante delle forze armate nelle scuole e nelle università un’escalation verso un’economia di guerra e la prospettiva della leva dei nostri giovani per un diretto impegno bellico.