di Fausta Dumano—-
Il 6 gennaio, come tutti gli anni, l’ANPI ricorda i tre Martiri Toscani condannati a morte dalle forze di occupazione nazista nel gennaio del 1944 dopo l’armistizio del’ 8 settembre del 1943.
La neonata repubblica di Salò tramite la chiamata alle armi arruolò dei ragazzi poco più che diciottenni a collaborare con il regime nazista pena l’arresto dei genitori per chi fosse stato renitente.
13 di questi ragazzi dal fronte di Cassino, mentre cercavano di ritornare presso le proprie famiglie, furono catturati a Frosinone dalla Feldegendarmerie , la polizia militare tedesca, che aveva il compito di cattura dei disertori, controllo dei confini, compiti anti-partigiani; Polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza.
Macabra è stata la sorte per decidere i tre che dovevano essere fucilati. 13 nomi furono messi in un cappello e da questi uscirono i tre nomi da condurre davanti al plotone di esecuzione.
Oggi a ricordo di questo efferato atto di crudeltà , di ingiustizia una targa ricorda presso il Curvone di viale Mazzini il luogo dove avvenne la fucilazione.
Presso il piazzale antistante dove è presente il monumento ai caduti di Mastroianni avverrà la cerimonia, ed è presente la lettera che Pierluigi Bianchi scrisse prima di essere fucilato. Lo stupore nel riportare la propria sorte nella lettera di addio, dove mai avrebbe immaginato che un evento del genere potesse accadere.
Oggi più che mai, in questi tempi di guerra e di ingiustizia, abbiamo il dovere di ricordare che lo stupore di Pierluigi non sia domani anche il nostro, che non ci sia l’assuefazione che la guerra sia una normalità del nostro tempo.
