di Roberta Cecili—-
Si potrebbe pensare davvero come ad un evento miracoloso, proprio nei giorni e nel mese in cui le stelle sono maggiormente visibili, l’accordo che è stato siglato tra Regione Lazio e Comune di Roma l’11 agosto, e che mette finalmente gli inquilini di Via Pincherle e Colli Portuensi in sicurezza.
Come ricorderete ad aprile di quest’anno gli inquilini dei due complessi che 17 anni fa, grazie ad una grande mobilitazione, avevano scongiurato la vendita dei loro appartamenti con un’acquisizione da parte di Ater questa volta sono stati raggiunti da una proposta di vendita proprio da Ater a prezzi e condizioni insostenibili considerate sia l’età che il reddito delle persone che lì vivono da più di 50 anni.
Per fermare questa operazione che, ancora una volta, metteva gli inquilini a forte rischio di perdere la loro casa i due comitati inquilini, insieme al proprio Sindacato ASIA Usb e al rappresentante legale Avvocato Vincenzo Perticaro, si sono immediatamente attivati coinvolgendo le istituzioni di prossimità e centrali e attuando iniziative che portassero la vertenza a conoscenza dell’opinione pubblica, ed evidentemente tutto è servito se si è giunti in breve tempo ad una soluzione che non sembrava scontata.
L’accordo tra Regione (che controlla Ater) e il Comune di Roma è all’interno del “Piano strategico per il diritto all’abitare 2023-2026” e si sostanzia in 3,2 milioni di euro che il Comune stanzia per la manutenzione e la messa in sicurezza dei due complessi abitativi consentendo così all’Ater di ritirare la vendita di quelle case.
Da tanti anni i Movimenti per il Diritto all’abitare e i Sindacati rappresentativi degli inquilini lottano, trovando ostacoli a non finire, per stabilire il diritto di ogni cittadino alla casa il cui dramma di chi non ce l’ha passa attraverso la necessità di esperire delle soluzioni strutturali (tra le quali il rafforzamento del patrimonio abitativo pubblico è sicuramente la principale), ragion per cui le pochissime volte che si trova una soluzione ad un’emergenza abitativa la notizia fa scalpore e rimbalza. Ed è quello che sta succedendo con la situazione Pincherle e Colli Portuensi che ha visto tutte le istituzioni coinvolte rivendicare il loro contributo come se questo non fosse quello che di norma dovrebbero fare ma un evento straordinario.
Noi, invece, ci auguriamo che, di nuovo dopo 17 anni, Pincherle e i Colli Portuensi facciano da apripista ad una stagione nuova e diversa che risolva, una volta per tutte, l’emergenza abitativa. L’accordo siglato ha dimostrato che la sinergia tra istituzioni può fornire certamente le risposte attese ma non ci si può arrendere, non si deve arretrare di un millimetro perché più e più volte abbiamo visto come i “decisori” dimentichino facilmente anche le loro stesse azioni positive in nome della real politik, quella che ha determinato lo sgombero del centro sociale Leoncavallo a Milano e che sta preparando un autunno di sgomberi ovunque nel Paese, e che non è certo la risposta che chi vuole sancire il proprio diritto alla casa si aspetta.
