di Giuseppe Carroccia—-
Il bombardamento di Caracas con la morte di 80 civili, l’assassinio della scorta, di cui 32 militari cubani, il rapimento del legittimo presidente venezuelano Maduro e della moglie, stretta collaboratrice di Chavez, compagna Cilla Flores ha provocato in tutto il mondo un moto di indignazione. L’arroganza con cui Trump, i suoi più stretti collaboratori, gli affaristi che lo appoggiano e i principali esponenti dell’amministrazione Usa, rivendicano la volontà di appropriarsi delle risorse naturali ovunque decidano, ha da subito visto svolgersi manifestazioni e prese di posizione di esponenti politici e di governo fino alla condanna dell’Onu. Il libro di Lenin, L’imperialismo fase suprema del capitalismo nelle prossime settimane andrà a ruba: urge ristampa e corso di formazione per i più capoccioni.
Alla penosa e servile difesa dell’intervento americano dei sovranisti a stelle e strisce, dei vertici della Ue e degli anticomunisti prezzolati ha risposto davanti al giudice americano la ferma e dignitosa difesa della sovranità nazionale di Cilla e Maduro, un presidente autista di pullman, da giovane operaio e muratore. Perché la classe non è acqua. Come Lula presidente operaio in Brasile manda in panico i padroni e i loro servi.
I discorsi della vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez, della presidente del Messico Claudia Sheinbaum, del presidente colombiano Pedro restituiscono al mondo il concetto di dignità umana. La lezione di Fidel, del Che, di Pepe Mujica ha dato i suoi frutti. Il tallone di ferro non riuscirà a schiacciare ancora a lungo.
Infatti ci sono stati cortei in tutto il mondo, persino nelle principali città americane.
Anche in Italia dove la formidabile rete di solidarietà alla Palestina si è subito messa in movimento perché come ha dichiarato Maja Issa dei giovani palestinesi il nemico è lo stesso, l’imperialismo e il sionismo.
A Roma in poche ore è stato organizzato da Rifondazione, Rete dei Comunisti, Usb un presidio davanti all’ambasciata Usa a Via veneto con centinaia di persone, prevalentemente giovani, sotto un acquazzone continuo. Per Rifondazione Comunista è intervenuto Maurizio Acerbo che ha denunciato l’arroganza di Trump e dei governi occidentali e chiesto l’immediata liberazione di Maduro.
Lunedì a Piazza Barberini, seconda iniziativa in pochi giorni, la Rete Stop Rearm con Anpi Cgil, Arci ha chiamato a un presidio di condanna dell’intervento e in difesa della pace, del diritto internazionale. Sono intervenuti tra gli altri Landini e Marina Pierlorenzi. Per Rifondazione il segretario della Federazione Romana Barbera ha messo in guardia dal rischio di precipitare in una terza guerra mondiale. Francesco Cori ha denunciato i costi economici della guerra per la classe lavoratrice e Fabio Cerulli ha ribadito la condanna dell’imperialismo.
Iniziative nel Lazio anche a Viterbo e Tivoli.
Sabato 10 gennaio giornata di mobilitazione nazionale. A Roma corteo alle 15 da Piazza Esquilino.
Mobilitiamoci. La nostra indignazione a sostegno della dignità dei popoli.
