Unione dei comitati contro l’inceneritore & Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e Roma—-
Da oltre quattro anni l’inceniritorista Gualtieri gode di poteri eccezionali e, a mandato elettivo quasi finito, si accorge che gli occorrono altri 4 ettari perché i 10 ettari del terreno di cui aveva disposto con ordinanza a fine 2022 non bastano più, a riprova del suo fallimento.
È quanto dichiara in una nota l’Unione dei Comitati contro l’inceneritore.
Non solo, la nuova operazione tramite ordinanza fa salire vertiginosamente i costi a carico di Ama, e quindi a carico delle tasche dei romani, che ora si vede obbligata dal Commissario, all’esborso di cinque milioni e mezzo per aree che poi andranno a esclusivo beneficio dei profitti di Acea.
Quest’ultima ordinanza che, come nella migliore tradizione del malaffare, cada in pieno agosto, sancisce definitivamente l’assoluta inadeguatezza di un Gualtieri a servizio dei potentati economico-affaristici.
Avendo puntato tutto sull’inceneritore di Santa Palomba ora non fa che mettere toppe ai suoi errori che però vengono a costare una fortuna. Nel 2022 ha fatto pagare ad Ama un prezzo da capogiro per il terreno Santa Palomba (sette milioni e mezzo) commettendo un grossolano abuso e un errore, visto che il sito era attraversato dal Fosso della Cancelliera e che poi, come era facilmente prevedibile, si è rivelato una miniera di ritrovamenti archeologici. Per quanto ci riguarda i continui ritrovamenti archeologici hanno reso il sito inidoneo.
L’accanimento di Gualtieri, oltre a coprire il suo fallimento, gode del sostegno della Regione Lazio complice nella sequela ininterrotta di assensi alle ordinanze commissariali e nell’aver assorbito il piano Gualtieri nel nuovo Piano Regionale Rifiuti.
Il corteo che abbiamo concordato di fare ad Albano sabato 26 settembre ribadirà, ancora una volta, il nostro irriducibile NO all’inceneritore e sarà anche la pronta risposta a questo nuovo abuso commesso da Gualtieri “l’inceneritorista”!
