di Loredana Fraleone—-

Neanche il freddo pungente ha scoraggiato sabato scorso la partecipazione al presidio per la Palestina in piazza del Comune a Viterbo. “Piazza Palestina”, così si chiama ormai l’aggregazione che assicura ogni mercoledì e ogni sabato dalle 18 alle 19 il presidio in piazza, ed è diventata un’assemblea permanente a microfono aperto, in cui si confrontano anche idee diverse sulle prospettive della Resistenza palestinese, ma si interloquisce crescendo insieme, con lo scambio di informazioni e quindi più consapevolezza, su una situazione semplice rispetto alla valutazione dell’orrore del genocidio, ma complessa rispetto alle prospettive.

Sabato è stato anche possibile gridare, approfittando delle presenze istituzionali fino al livello europeo, presenti nella sala del Palazzo comunale dei Priori, sovrastante la piazza, contro le responsabilità dell’Italia e dell’Unione Europea per la tolleranza nei confronti dello Stato sionista d’Israele, al quale si è continuato a fornire armi e a perpetrare scambi commerciali e convenzioni per la Ricerca.

A causa del convegno non si è potuta ospitare nella piazza la banda “Musichiamo” di Viterbo, che ha voluto omaggiare il presidio. L’incontro così è stato possibile solo nei pressi della piazza, in un clima di accettazione e approvazione dei passanti.

E’ stato ricordato, alla fine del presidio, l’appuntamento del 29 novembre a Roma, per la manifestazione promossa dai sindacati di base per la Palestina e contro l’economia di guerra.

Il presidio continuerà con qualsiasi tempo e temperatura, perché la lotta per una Palestina libera coincide con la nostra libertà e la soddisfazione dei nostri bisogni.