di Loredana Fraleone—-

Sul 4 ottobre o meglio sull’evento storico che richiama c’è molto da ragionare e da discutere, non è un caso che fior di storici lo fanno da più di un secolo. “l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole” ha voluto organizzare, proprio in questa data, fortemente simbolica, un convegno/formazione per i docenti, con valore di aggiornamento, a fronte dell’invasione bellicista che le scuole subiscono da qualche anno a questa parte

Il 4 novembre  è la “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”, che ricorda l’Armistizio di Villa Giusti (4 novembre 1918), con cui ebbe termine la Prima Guerra Mondiale

Divenuta festa nazionale col Regio Decreto del 23 ottobre 1922, è oggi riconosciuta come Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate dalla legge 1° marzo 2024.

Quella guerra, oltretutto inutile, perché non entrarvi avrebbe fatto acquisire comunque Trento e Trieste con una trattativa, è stata enfatizzata dal governo Meloni, con la legge del 2024, approvata anche dall’opposizione, come simbolo di “coesione nazionale e patriottismo”.

L’articolo 2 della legge fa un implicito invito alle scuole di dedicare la giornata ai “valori” patriottici, con conferenze, video e iniziative di ogni genere.

L’osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, con un convegno/formazione per i docenti voleva ragionare su quella ricorrenza e su ciò che ne  è derivato: 650.000 soldati uccisi e quasi il doppio di morti per cause legate alla guerra, su ciò che simboleggia: l’esaltazione dei valori bellici, su ciò a cui mira in questa fase: l’assuefazione al riarmo, come necessità primaria, anche a scapito dei diritti fondamentali, e alla partecipazione a presunte guerre “difensive”, in barba al ripudio alla guerra dell’ormai più volte calpestato articolo 11 della Costituzione.

Ma sull’iniziativa, che aveva già coinvolto più di mille docenti, iscritti al corso di formazione, è calata la mannaia repressiva del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha interdetto la possibilità di fruire del corso come aggiornamento. “La Scuola non si arruola” è il titolo del convegno che comunque si terrà la mattina del 4 novembre per i docenti che potranno seguirlo senza autorizzazione e per chi ne fosse interessato. La Scuola della Costituzione che educa alla pace, alla convivenza tra i popoli, al rispetto delle diversità non si arrende. Nel pomeriggio a Roma si terrà un presidio sotto il MIM in Viale Trastevere e altre iniziative sono previste in altre città del Lazio, a Viterbo davanti alla facoltà di Scienze politiche, a sostegno della pace e della solidarietà tra i popoli.

 E’ forse inutile sottolineare che la questione non riguarda solo il mondo dell’istruzione, tra i più sacrificati dai tagli per sostenere la spesa per il riarmo, ma tutti/e coloro che vogliono un mondo di pace e giustizia sociale a tutela dei bisogno fondamentali.