di Armando Di Marino—-

Il lago di Vico ha origine vulcanica: la conca in cui si trova è la caldera del vulcano Vicano. Compreso nella omonima Riserva Naturale, si trova a circa 510 metri sul livello del mare, con una superficie di circa 12 km quadrati e una profondità massima intorno ai 45-50 metri.

Ultimamente il livello dell’acqua del lago di Vico è in calo a causa di fattori climatici, come la mancanza di piogge e l’aumento delle temperature, che hanno portato a un’ evaporazione più intensa e a una minore ricarica delle falde. Questa situazione è comune anche ad altri laghi e si manifesta con una superficie che si riduce progressivamente.

Se andiamo ad analizzare nello specifico le cause di questo fenomeno, notiamo che ciò è dovuto ad eventi legati all’intervento umano e altri fattori di origine naturale.

Fin dall’antichità sono stati realizzati emissari artificiali come canali sotterranei, per far defluire parte delle acque del lago e così abbassare il livello del lago. In particolare prima gli Etruschi (o Romani) crearono un condotto che abbassò il lago di circa 20 metri. Poi, nel XVI secolo, i Farnese ripresero l’intervento, abbassando ulteriormente il livello di alcuni metri, realizzando regolazioni tramite chiuse. Queste variazioni hanno trasformato parte della superficie originaria del lago in terreni emersi e coltivabili. In tempi antichi il livello era più alto e si individuano “terrazze” naturali intorno ai 540, 525 e 513 m s.l.m. La morfologia originale del lago è cambiata: la superficie d’acqua è inferiore a quella originaria e alcune aree un tempo sommerse sono oggi emerse.

Va ricordato che il bacino del lago ha un ricambio idrico molto lento a causa della mancanza di immissari.

Fattori recenti, climatici e ambientali, ci ricordano che estati molto calde, condizioni di siccità, ridotte precipitazioni, possono contribuire a riduzioni del livello del lago. Se un bacino lacustre riceve meno pioggia o meno acqua, il bilancio idrico tende a essere negativo. Ad esempio l’ultima importante nevicata è stata quella del 2012.

Con temperature più alte è maggiore e rapida l’evaporazione e dunque lo “strato” di acqua sul lago si assottiglia. Non solo, ma l’acqua del bacino di Vico viene spesso prelevata per agricoltura e uso urbano (Caprarola e Ronciglione); questo riduce direttamente la quantità di acqua nel lago.

Un livello d’acqua più basso può avere impatti sugli ecosistemi lacustri: biodiversità, habitat, zone umide periferiche.

La regolazione artificiale del livello significa che la gestione è delicata: occorre bilanciare uso umano di acqua potabile, turismo e conservazione ambientale.

Per quali possono essere le conseguenze di un ulteriore abbassamento dei livelli delle acque, è importante il monitoraggio e la conoscenza delle cause. Definire strategie di mitigazione e adattamento può aiutare a capire come può aumentare la competizione per l’acqua tra i suoi usi diversi, urbani, agricoli e ambientali.