di Andromeda—-
Non sono molte le fioriture spontanee dopo l’estate, anzi piuttosto scarse, ma c’è un fiore che, amando il fresco e l’umidità e odiando caldo e siccità, può accompagnare le nostre passeggiate nei boschi in particolare di faggio.
Il Lazio è una regione ricca di foreste, soprattutto nelle aree montane e appenniniche, che in questo periodo presentano veri e propri tappeti che dal colore rosa carico vanno al ciclamino, appunto, uno dei fiori che ha dato il nome anche a un colore.
Il ciclamino appartiene alla famiglia delle primulacee e comprende molte specie diverse, nonché piante selezionate per uso ornamentale, dal momento che garantisce fioriture per diversi mesi, mentre quelle spontanee fioriscono dalla fine di agosto a ottobre.
Come tutti i fiori, simboleggia qualcosa, che nell’antichità aveva un tratto negativo a causa della tossicità dei suoi bulbi, ma anche uno positivo dovuto alla quantità dei suoi petali, che lo hanno fatto associare alla fertilità.
Passeggiare nei boschi e fare attenzione ai suoi abitanti ci rende più consapevoli della ricchezza di una natura della quale dovremmo sentirci parte, non esseri che ne sono al di fuori, autorizzati al suo sfruttamento illimitato.
