di Edoardo Morello*—-
Fiumicino, stanotte. Sei aerei di El Al, più due charter israeliani, parcheggiati in fila. Otto velivoli tutti insieme, tutti israeliani, tutti fuori dal loro spazio aereo. Una presenza così non è normale. Non è traffico civile ordinario. È messa in sicurezza.
Israele sposta i suoi mezzi lontano dal rischio. L’Italia li accoglie senza dire nulla.
Questo cambia la nostra posizione più di qualsiasi conferenza stampa. È una scelta di campo. Ospitare la flotta civile di un paese che oggi è aggressore vuol dire offrirgli retrovia, protezione logistica, spazio sicuro.
È politica muta, fatta mentre il paese dorme.
Mentre parliamo di equilibrio e moderazione, la pista racconta altro: l’Italia sta dando riparo a una parte dell’apparato israeliano. È un fatto. Ci colloca dentro il conflitto.
La neutralità che rivendichiamo è solo una facciata.
————————————————–
APPROFONDIMENTO:
𝗙𝗔𝗖𝗧-𝗖𝗛𝗘𝗖𝗞𝗜𝗡𝗚 | 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗦𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗘𝗥𝗘𝗜 𝗜𝗦𝗥𝗔𝗘𝗟𝗜𝗔𝗡𝗜 𝗔 𝗙𝗖𝗢
𝘓𝘢 𝘧𝘰𝘵𝘰 è 𝘢𝘶𝘵𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢. 𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘦𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘯 è 𝘶𝘯 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘧𝘧𝘪𝘤𝘰 𝘢𝘦𝘳𝘦𝘰: è 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘰𝘵𝘰𝘨𝘳𝘢𝘧𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘨𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢.
𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗘̀ 𝗦𝗨𝗖𝗖𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗘 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢
Nella notte tra il 28 febbraio e il 1° marzo 2026, El Al ha rotto la tradizione dello Shabbat per evacuare la propria flotta da Ben Gurion. Gli aerei sono decollati a intervalli di un minuto l’uno dall’altro — una dozzina di voli in rapida successione — diretti ad Atene, Roma, Parigi, Budapest e Bucarest.
𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗔𝗘𝗥𝗘𝗜 𝗘𝗟 𝗔𝗟 𝗖𝗜 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗔 𝗙𝗜𝗨𝗠𝗜𝗖𝗜𝗡𝗢
Il numero è verificato: solo a Fiumicino ci sono cinque aerei El Al, oltre a due Airbus 380 di Emirates e cinque aerei di Qatar Airways. Nella foto se ne vedono almeno sei o sette — coerente con le fonti che parlano di “quattro 787” più altri velivoli minori.
𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗜𝗖𝗢 𝗜𝗠𝗠𝗘𝗗𝗜𝗔𝗧𝗢
Il terzo giorno del conflitto USA-Israele contro l’Iran ha visto nuovi bombardamenti su Teheran e Beirut, mentre l’Iran ha contrattaccato prendendo di mira una base britannica a Cipro e le infrastrutture energetiche nel Golfo. Fiumicino è diventato nodo cruciale: il primo volo charter con 127 italiani bloccati in Oman è atterrato a Roma alle 21.26 del 2 marzo, Terminal 3.
𝗟𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗔𝗗𝗨𝗧𝗘 𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗧𝗜𝗩𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗔𝗟𝗢
Da Fiumicino 28 voli cancellati in un giorno, altri 17 il giorno successivo. ADR ha distribuito pasti ai passeggeri rimasti a terra. Oltre 500mila passeggeri bloccati nel mondo secondo Flightradar24.
𝗟𝗔 𝗟𝗢𝗚𝗜𝗖𝗔 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗔 𝗙𝗢𝗧𝗢
Non è una coincidenza che Roma sia stata scelta come scalo di rifugio. In molti aeroporti la strategia consolidata è parcheggiare i velivoli israeliani accanto a quelli di compagnie arabe, in modo che questi ultimi fungano da scudo contro eventuali attacchi mentre gli aerei sono fermi in pista. A Fiumicino questo mix è già strutturale — il Terminal 5 è dedicato specificamente ai voli verso Israele e USA.
𝗖𝗜𝗡𝗤𝗨𝗘-𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘 𝗕𝗼𝗲𝗶𝗻𝗴 𝟳𝟴𝟳 𝗱𝗶 𝗘𝗹 𝗔𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝘂𝗺𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼: 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹’𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗳𝗶𝗻 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮.
*da Facebook
