di Giuseppe Carroccia—- 

Venerdì 31 luglio la Cgil di Roma e Lazio e il Nidil hanno organizzato uno sciopero regionale dei rider, i ciclofattorini di Glovo e Deliweroo con un presidio la mattina a Piazza Re di Roma per rivendicare il diritto alla sicurezza, alla salute e il rispetto dell’ordinanza regionale che vieta di lavorare nelle ore più calde.

Spiega la questione Damiano Carbonari del Nidil. “Non avendo un inquadramento contrattuale non possono accedere alla sospensione dal lavoro nonostante che l’ordinanza regionale li avesse inclusi tra le categorie da tutelare”.

Zomal che viene dal Pakistan dopo essersi sciacquato la faccia e bagnato i capelli alla provvidenziale fontanella da cui esce un flusso d’acqua fresco e potente centra subito la questione: “Vogliamo un contratto di lavoro. Altre aziende lo hanno firmato. Altrimenti siamo costretti a scegliere tra la fame o la salute. Vogliamo inoltre aree attrezzate dove riposare durante le attese tra una consegna e l’altra con distribuzione d’acque e polveri salino vitaminiche”.

I diecimila rider di Roma che non sono censiti regolarmente, il dato si evince dalle piattaforme delle aziende, non vogliono più lavorare a cottimo, circa 3 euro a consegna, ma rivendicano una paga oraria minima.

Presente al presidio oltre che Stefania Sposetti della Segreteria regionale diversi attivisti, ferrovieri, tranvieri e studenti per portare la loro solidarietà alla vertenza.

Alle 12 il presidio si scioglie, gli alberi della piazza non fanno più molta ombra dove ormai si superano i 40 gradi.

Molti rider non hanno potuto partecipare al presidio perché impegnati davanti allo Spin Time dove vivono per scongiurare lo sgombero.

Lotta per il lavoro e la casa due vertenze nelle stesse persone.

Due ruote di una bicicletta. Che corre per la sopravvivenza.

E tempo, che sia caldo o freddo, di lottare per una vita dignitosa. Ce la faranno perché sono lavoratori e lavoratrici in gamba.