di Stefano Salvi—-

Linee di resistenza

Sabato 13 giugno Fuck Remigration

Un vortice di colori attraversa il cielo.

Volti, lingue, storie e sogni si intrecciano come fili della stessa tela. Nessun colore cancella l’altro. Insieme creano qualcosa di più grande, più vivo, più umano.

C’è chi vede nella diversità una minaccia e immagina il futuro come una lunga fila di partenze forzate, di porte chiuse, di muri sempre più alti.

Noi vediamo altro.

Vediamo città costruite da generazioni diverse.

Vediamo culture che si incontrano.

Vediamo persone, non categorie.

L’idea del rimpatrio come soluzione universale nasce dalla semplificazione della realtà: divide il mondo in “noi” e “loro”, quando la vita reale è molto più complessa, mescolata e interconnessa.

Questo manifesto è un invito a guardare oltre la paura.

A difendere una società aperta, capace di accogliere differenze, conflitti, dialogo e trasformazione.

Come in un disegno psichedelico, la realtà non è fatta di linee rigide ma di connessioni in continuo movimento.

Aprire la mente significa riconoscere che nessuna persona è un problema da rimuovere.

Le persone sono parte della storia che stiamo scrivendo insieme.