di Giuseppe Carroccia e Stefano Salvi—-
Lunedì 20 ottobre è stata inaugurata a Roma, al Teatro Basilica, la mostra Free Free Palestine, artisti per Gaza, visitabile fino al 14 novembre.
Oltre 200 persone hanno stipato il teatro dove si sono alternati i diversi oratori, invitati a presentare la mostra curata da Roberto Gramiccia e promossa dall’Anpi Nazionale, dalle Associazioni “Il coraggio della Pace”, “Disarma”, “TRAleVOLTE APS” e con il patrocinio del Comune di Roma.
Introdotti da Ginevra Amadio sono intervenuti: Marcella Brancaforte per la “Rete No Bavaglio”, Alberto Dambruoso, storico dell’arte, Diego Piccoli Cgil Roma, Elisabetta Valento “Assopacepalestina”, Alex Hobel storico, Claudio Grassi Presidente de “Il Coraggio della Pace”, Youssef Salman Presidente della comunità palestinese di Roma e del Lazio e Milena Fiore per il Gaza international festival for women’s cinema.
Grande e legittima la soddisfazione per l’iniziativa da parte di Roberto Gramiccia, sia per quanto riguarda la presenza e l’attenzione del pubblico, sia per la qualità delle opere esposte, a dimostrazione che è possibile offrire momenti di fruizione artistica di ottimo livello culturale e politico senza sottostare ai vincoli e alle censure del mercato, anche a costi ridottissimi e senza finanziamenti.
Tutti gli intervenuti, e gli artisti hanno segnalato l’urgenza di tenere alta l’attenzione su quello che succede in Palestina, a Gaza e in Cisgiordania, vista la fragilità della tregua e le continue, ripetute e volute inosservanze da parte israeliana.
Importante è difendere il patrimonio culturale del popolo palestinese, la cui distruzione sistematica è parte integrante del genocidio, preservando la sua memoria, l’identità e la storia anche attraverso l’arte.
Le opere di Calabria, Alfani, Bellobono, Cademartori, Ciuffetelli, Dessì, De Luca, DiCiaula, Di Nozzi, Fabrizi, Ferrero, Giovannoni, Lena, Lotito, Magni, Maola, Napoleone, Prosperi, Salvi, Scolamiero, Stucky, Vdb Facchini, Wibaa, nelle quali ciascuno esprime una propria originale sensibilità, unica e irriducibile, se vengono viste insieme, come con una circolare carrellata cinematografica, ci restituiscono una emozione simile a quella provata in questi due mesi durante le straordinarie manifestazioni popolari piene di giovani e giovanissimi.
Proprio vero che l’Arte è Movimento.
Free Free Palestine da oggi è, anche, una voce colorata, una visione che parla il linguaggio della pace e della speranza, una scultura che racconta il dolore della oppressione ma modella la forza della Resistenza di ieri, di oggi, di domani. Per sempre. Una forza che forse avevamo dimenticato di avere.
Volevamo liberare la Palestina, ma è la Palestina che ci sta liberando.
