di Lena Lavermicocca—-
Il Falastin Festival raccoglie fondi per un’ambulanza ad Ajja (Jenin) e sulla situazione drammatica dei prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane.
La settima edizione del Falastin Festival, organizzata dalla Comunità Palestinese di Roma e del Lazio insieme all’Associazione degli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, ha trasformato gli spazi di Villa Mercede in un fulcro di dialogo, memoria e partecipazione collettiva.
L’evento di quest’anno ha messo al centro della propria missione il diritto alla salute e alla cura della popolazione civile nei territori colpiti dal conflitto. Tutti i proventi raccolti durante le serate e le attività del festival sono stati infatti interamente devoluti alla campagna solidale per l’acquisto e l’invio di un’ambulanza destinata al presidio medico del comune di Ajja, situato nel distretto di Jenin, in Cisgiordania.
Il cuore dell’iniziativa: la raccolta fondi per Ajja
La raccolta fondi ha visto una mobilitazione trasversale che ha coinvolto attivamente visitatori, volontari e realtà locali:
* I proventi culturali ed espositivi: Gli incassi degli stand gastronomici dedicati alla cucina tradizionale, la vendita di libri e i contributi dei concerti sono stati destinati alla campagna per il mezzo di soccorso.
* Banchetti di beneficenza e artigianato: Stand dedicati, come quello dei partner e degli artigiani locali, hanno esposto abiti tradizionali, grafiche e oggetti il cui ricavato ha sostenuto direttamente l’acquisto dell’ambulanza.
* I “Tour per Gaza”: L’iniziativa collaterale promossa da Guides for Gaza ha proposto itinerari storici e visite guidate urbane a offerta libera (come la passeggiata lungo le Mura Aureliane), devolvendo l’intera quota di partecipazione alla Mezzaluna Rossa per il progetto di Jenin.
Un ponte tra Roma e la Palestina
Oltre alla finalità umanitaria, il festival ospitato presso lo spazio SLAM – San Lorenzo Arte & Musica a Villa Mercede ha offerto una panoramica ricca e profonda della società palestinese attraverso:
* Dibattiti politici e sociali: Incontri focalizzati sulla geopolitica eurasiatica, il ruolo delle istituzioni europee e la tutela dei diritti umani.
* Mostre e fotografia: Esposizioni artistiche e reportage fotografici capaci di raccontare la quotidianità e la resilienza del popolo palestinese.
* Spettacoli dal vivo: Momenti di musica, poesia performativa e concerti serali che hanno unito artisti italiani e palestinesi sul palco di San Lorenzo.
Il Falastin Festival ha dimostrato ancora una volta come l’attivismo culturale possa tramutarsi in un aiuto medico indispensabile per comunità isolate e in forte stato di emergenza come quella di Ajja.
