di Giuseppe Carroccia—-
A dimostrazione che, come tutte le questioni, anche l’inquinamento e i mutamenti climatici, agiscono diversamente e colpiscono maggiormente i ceti popolari e chi lavora in condizioni più disagiate, la lotta di classe articola anche su queste questioni la sua forza e necessità.
Il combinato disposto aumento dello sfruttamento e aumento delle temperature sta mietendo vittime, nei campi come nelle officine come nelle miniere, portando ormai a 4 al giorno il numero degli omicidi sul lavoro.
Ultimo in ordine di tempo un giovane ferroviere della manutenzione morto d’infarto a soli 24 anni in Campania.
Il sindacato Usb ha proclamato da tempo lo stato di agitazione e messo a disposizione delle strutture territoriali un pacchetto di 16 ore di sciopero da usare per non lavorare sotto temperature nocive. Con la solita disumana solerzia la Commissione di garanzia ha stabilito che il caldo è un pericolo generico, quindi lo sciopero non può essere senza preavviso nei servizi pubblici essenziali che tra l’altro sono stati ormai allargati a dismisura, inclusi i lavoratori della Logistica. In virtù dell’articolo 2 della legge 146/90 sui colpi di calore l’usb mantiene lo stato di agitazione e lo sciopero.
A questi servi dei prenditori che stanno ammazzando il diritto di sciopero gli andrebbe perlomeno staccata l’aria condizionata negli uffici in cui decidono le norme per chi lavora sotto il sole.
Nel mese di luglio a Milano, Firenze e altre città del nord Italia, che hanno visto temperature e tasso di umidità particolarmente alte, ci sono state diverse mobilitazioni dei rider, anche con scioperi.
I ciclofattorini sono infatti tra le categorie più esposte. Persino i professionisti del Tour de France hanno visto ridurre la lunghezza delle tappe per non rimanere stecchiti sotto la canicule.
Anche nel Lazio venerdì prossimo 31 luglio ci sarà uno sciopero dei rider di Glovo e Deliveroo proclamato dalla Cgil Nidil Roma e Lazio con manifestazione alle 9.30 a Piazza Re di Roma. La Cgil da inizio estate aveva aperto una vertenza con la regione e un servizio per segnalare situazioni pericolose.
Il 20 luglio scorso sempre a Roma l’Usb ha organizzato un convegno Rider Subordinazione e rappresentanza anche per contestare l’ultimo decreto del Governo che ha dovuto recepire la direttiva UE 2024/2831 sul lavoro in piattaforma e rispondere anche alle inchieste della procura di Milano su Glovo e Deliveroo.
Dal convegno è stata ribadita la richiesta storica del riconoscimento della natura subordinata del lavoro svolto dai rider con piena applicazione del CCNL Logistica trasporti e merci e la necessità che al tavolo delle trattative vadano rappresentanti democraticamente eletti e non sindacati di comodo che firmano accordi bidone. Cosa in cui si è distinto il sindacato da sempre vicino ai fascisti Ugl e persino la Cisl.
Questa vergognosa complicità nasce dall’accettazione della guerra, dell’economia di guerra e della riconversione verso l’industria militare.
Per questo non trovano le risorse per pagare la cassa integrazione per le sospensioni del lavoro dovute al caldo, per la riconversione ecologica delle fonti energetiche, per abbassare il prezzo della benzina del gasolio del diesel.
Produciamo biciclette non carri armati.
Lottiamo e pedaliamo dagli Appennini, alle Alpi, dalle Ande ai Pirenei per la pace e il lavoro.
