di Marco Bigerni—-
Se con l’ordinanza regionale ,N° Z00001 del 22 maggio 2026, integrata successivamente dalla N° Z00003 del 14 luglio 2026, si è riusciti ad avere delle limitazioni e delle tutele sui lavori all’aperto, per chi lavora in luoghi chiusi non si è ancora giunti ad una soluzione per poter dare un aiuto concreto agli operai.
Nel distretto ceramico di Civita Castellana i lavoratori del settore sono sottoposti a turni di 8 ore a temperature e gradi di umidità altissimi. Basti pensare che i forni, nei loro cicli di cottura (che possono essere ad intermittenza o a ciclo continuo) raggiungono temperature anche di 1500 gradi.
Se da una parte è vero che purtroppo la produzione e la lavorazione dei prodotti sanitari in ceramica richiede determinate temperature, non solo per la cottura ma anche negli altri reparti, perché nel colaggio servono temperature ed umidità alte per consentire al pezzo da cuocere di essere di qualità, è anche vero che gli operai ceramisti devono ricevere delle tutele, perché il profitto non può passare dalla salute dei dipendenti delle aziende.
Per questo motivo, la FILCTEM CGIL, ha chiesto lo scorso anno un incontro con le associazioni datoriali per disporre degli interventi da inserire nelle aziende.
Non avendo ricevuto risposta, (chiaramente la salute per loro viene dopo il profitto), si è deciso di contattare direttamente la ASL e lo Spresal.
Dai primi confronti si è deciso di prendere come base il protocollo interno di un’azienda ceramica (che conferma, se ce ne fosse bisogno, l’importanza del ruolo delle RSU ed RLS all’interno degli stabilimenti) che prevede pause di 10 minuti ogni ora, la presenza di fontanelle con acqua fredda a disposizione degli operai e di stanze, solitamente le mense, con aria condizionata che permetta di respirare un pò.
Con questo primo abbozzo di intesa si prova intanto a rendere quantomeno sostenibile la giornata dei lavoratori del settore e si prova a mettere le basi per un accordo che i padroni a quel punto dovranno per forza accettare ed applicare.
Ovvio che, essendo ormai arrivata la fine dell’estate, non dell’emergenza caldo a quanto pare visto che con l’ordinanza N° Z00004 del 2 settembre 2026 é stata prolungata fino al 30 settembre l’emergenza. La discussione è impostata per dare un risultato dal prossimo anno e per quelli a venire che, visto il cambiamento climatico che ormai avanza spedito, saranno sempre più caldi.
