di Loredana Fraleone—-

Il 4 novembre, giornata delle forze armate, sono previste molte iniziative di istituzioni e forze armate per le celebrazioni, che coinvolgeranno scuole e territori, nell’ottica di diffondere la cultura di accettazione della guerra e dell’economia che ne deriva. l’Osservatorio contro la militarizzazione aveva previsto, con l’appoggio dei sindacati di base, uno sciopero per denunciare il carattere sempre più pervasivo dell’ideologia bellica che caratterizza questa fase.

Essendo previsti altri scioperi nello stesso mese, contro la finanziaria e la guerra, i sindacati di base hanno ritirato la disponibilità a indirlo per il 4 novembre, ma questo non vuol dire che si rinunci a iniziative pomeridiane, anche con piccoli presidi o flash mob, scegliendo come obiettivi luoghi significativi, come presidi militari, uffici scolastici provinciali, università o qualsiasi luogo dove abbia un senso denunciare il processo in corso, accompagnato da misure repressive nei confronti di chi si ribella a queste logiche.

La militarizzazione, che da tempo interessa le scuole in varie forme, non riguarda solo il mondo dell’Istruzione o la Ricerca, sempre più orientata agli strumenti di guerra e utilizzata anche per contribuire al genocidio in atto a Gaza, ma è pervasiva in tutta la società. Non è quindi solo affare del mondo dell’istruzione reagire a tutto questo, ma di chiunque si collochi contro la corsa al riarmo a scapito dei diritti fondamentali.

E’ opportuno perciò organizzare ovunque possibile, anche insieme a tanti soggetti che su questo si stanno muovendo o sono disponibili, iniziative di contro celebrazione delle forze armate e della guerra.