La Redazione—- 

Si svolta a Roma una prima manifestazione, durante la quale i Comitati laziali per l’acqua pubblica hanno chiesto l’attuazione del Referendum sull’acqua di quindici anni fa e quella regionale della legge n.5/2014 votata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio, che lo recepiva.

La legge n. 5/2014 è rimasta sepolta nei cassetti di una Regione, che sia dal governo di centrosinistra che da quello di centrodestra, ha come unico scopo la consegna della gestione dell’acqua alla multinazionale ACEA.

L’occasione della manifestazione, che non ha potuto avvicinarsi alla blindatissima sede del convegno, è stata data dal Forum Euro-Mediterraneo, tenuto presso la “Nuvola” all’Eur, dove oltre ad ACEA erano presenti altri giganti della gestione dell’acqua, tra cui l’israeliana Mekorot che ha assetato i Palestinesi.

I Comitati per l’acqua pubblica sono stati affiancati da tante realtà che a Roma si battono per il diritto alla casa, la tutela del territorio e contro la costruzione dell’inceneritore a Santa Palomba, in nome della connessione con tutte queste realtà del consumo di acqua e la negazione di diritti fondamentali.

Il sindaco di Roma è stato oggetto degli slogan che rivendicavano un’altra città, rispetto allo sfruttamento economico-finanziario del territorio che Gualtieri mette in atto a favore dei poteri forti della capitale.

Numerose le bandiere della Palestina a segnalare l’interdipendenza dello sfruttamento di risorse naturali con la decolonizzazione necessaria per l’esistenza del popolo palestinese e che in altre forme riguarda anche l’Italia dal punto di vista economico.