di Marco Bizzoni—-
Dal mondo del sindacalismo conflittuale di base arriva una notizia importante per chi, come noi, ritiene centrale e ineludibile la ripresa di una reale lotta di classe nel nostro Paese. A Roma, a conclusione dei lavori del XVII Congresso nazionale della confederazione USI 1912 (svoltosi il 1, 2 e 3 maggio 2026), due compagni del Partito della Rifondazione Comunista sono stati chiamati ad assumere ruoli di vertice nell’organizzazione sindacale.
Si tratta di due militanti storici, entrambi iscritti al Circolo PRC “Karl Marx” di Centocelle a Roma: Giuseppe Martelli – già noto per essere stato tra i fondatori storici dei Cobas Scuola – è stato eletto Segretario Generale confederale nazionale all’interno della segreteria collegiale (che raggruppa Cuneo, Rimini, Roma e Caserta); Roberto Martelli ha assunto l’incarico di Segretario intercategoriale locale per Roma e provincia, affiancato dalla riconferma di Vincenzo Salvitti nella segreteria collegiale territoriale.
Questa elezione non è solo un dato organizzativo, ma segna un passaggio politico di profondo significato storico e militante. L’USI è un sindacato dalle radici antiche, fondato nel 1912, che ebbe tra i suoi originari promotori una figura gigante del movimento operaio: Giuseppe Di Vittorio. È sempre utile ricordare, infatti, che prima di diventare l’indimenticato Segretario Generale della CGIL, Di Vittorio fu proprio tra i fondatori e gli animatori dell’Unione Sindacale Italiana, portando avanti le battaglie dei braccianti e dei diseredati.
Oggi, compagni comunisti tornano ad assumere la responsabilità della guida nazionale di questa confederazione, che dopo un lungo processo di ricostruzione vanta una presenza strutturata in 12 regioni e 22 province, dal Friuli alla Sicilia. L’obiettivo politico dichiarato è netto e si pone in totale antitesi con le logiche della concertazione al ribasso: rafforzare e consolidare il percorso di unità d’azione tra le lavoratrici e i lavoratori aderenti ai diversi sindacati di base, autorganizzati e alternativi al collaborazionismo sindacale. Una spinta unitaria che punta a costruire sinergie anche con le componenti della “sinistra sindacale” interne alla CGIL, come già accade nel Fronte di Lotta NO Austerity e nella Rete Nazionale Lavoro Sicuro.
Di fronte a un governo neoliberista che precarizza le vite, distrugge lo stato sociale e definanzia la cosa pubblica, le priorità dell’USI 1912 tracciano un programma chiaro: lotta per un salario “costituzionale” che garantisca dignità, difesa intransigente della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e nei territori devastati dal profitto capitalistico, contrasto attivo alle tendenze razziste e alle disparità di genere. Il tutto in una salda ottica internazionalista: dal 2013 l’USI 1912 fa parte della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e Lotta (RSISL), un coordinamento che organizza decine di milioni di lavoratori in quattro continenti.
Per le comuniste e i comunisti, impegnati a vari livelli, e nelle varie organizzazioni sindacali, nelle complesse questioni del lavoro, la prospettiva di costruire l’unità d’azione tra le lavoratrici e i lavoratori aderenti alle diverse organizzazioni sindacali è vitale. Segna l’urgenza di ricostruire le condizioni per la vera liberazione ed emancipazione delle classi lavoratrici ad opera di loro stesse, senza dimenticare gli studenti e le studentesse, oggi nella fase di “formazione della futura forza lavoro” e domani destinati al tritacarne della precarietà se non invertiamo la rotta.
Come avrebbe detto il nostro antico predecessore Di Vittorio: «Alla lotta, al lavoro… al lavoro, per organizzare la lotta».
E’ utile ricordare che è sempre attivo lo Sportello Infolavoro R.E.D.S. (Reddito E Diritti Sociali) presso il Circolo PRC “Karl Marx” di Centocelle, in via delle Acacie 88 a Roma, ogni secondo e quarto mercoledì del mese, dalle ore 18:00 alle ore 20:00. Un presidio concreto di solidarietà e autodifesa popolare a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori.
